Sicurezza
SIMONETTI RISPONDE
«Tutti i problemi sono nati con i tre nomi alle primarie»
G.B.
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GAVORRANO. Piero Simonetti, storico leader delle civiche gavorranesi, uomo di centrodestra, risponde all'ex vice sindaco Pd Luca Gabrielli, che domenica su Il Tirreno aveva offerto la sua personale lettura della crisi di Gavorrano. «Viene da chiedersi dove Gabrielli abbia trascorso gli ultimi 18 mesi - attacca Simonetti - se cioè è stato qui sulla terra o se ha girovagato tra le nubi. Gabrielli scopre oggi che Borghi vinse le primarie (febbraio 2009) perché il Pd, mettendo in campo ben 3 candidati (Balloni, Onofri e Cantini), causò il frazionamento dei voti dell'elettorato collegato, a tutto vantaggio del quarto candidato, Borghi appunto, che invece del Pd non era. Che scoperta». «Gabrielli aggiunge poi - sono ancora parole di Simonetti - che durante le primarie del 2009 ci furono infiltrazioni di simpatizzanti delle opposizioni a vantaggio del Borghi. Ebbene, non è la prima volta che dal Pd escono storielle simili, finalizzate a giustificare la sconfitta. Io credo che si tratti di una scusa, altrimenti si facciano i nomi o - in alternativa - si abbia il buon senso di tacere». «Definire poi cacciuccone un'interessante e convinta disponibilità al dialogo tra forze politiche locali (seppur distanti tra loro, se misurate con il metro partitico anziché con quello politico) è usare un termine che puzza di dispregiativo. Un'atteggiamento a cui siamo comunque abituati e vaccinati. Magari chiamarlo diversamente sarebbe più corretto ed opportuno, poiché si tratta di un laboratorio politico che, attraverso il confronto ed il dialogo, potrebbe produrre cose significative per il benessere della comunità». «Si lamenta infine - l'ex vice sindaco Gabrielli - del fatto che le minoranze non hanno cavalcato l'onda della mozione Pd di sfiducia al sindaco. Ebbene, la mozione di sfiducia del Pd a Borghi è stata presentata al protocollo del Comune il 30 agosto, con la seguente richiesta che riporto fedelmente: "chiediamo la convocazione del consiglio comunale per mettere in discussione la seguente mozione di sfiducia". Solo 9 giorni dopo aver presentato questa lettera, però, i nove consiglieri del Pd (Gabrielli incluso) ci hanno ripensato e si sono dimessi dall'incarico, evitando i dibattiti pubblici e causando tutto il resto che conosciamo. Cosa avremmo dovuto cavalcare secondo Gabrielli? Proprio la sua scelta di dimettersi, ci ha impedito di prendere una posizione in consiglio».
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