Il Tirreno

Grosseto

Il codice dello spaccio: coca è cartone di vino

Claudio Bellumori
Il codice dello spaccio: coca è cartone di vino

Al night club festini e scambi a luci rosse, il basista a Capalbio Scalo

2 MINUTI DI LETTURA





 ORBETELLO. Sesso in cambio di droga, festini a luci rosse per poi andare su di giri. Il via vai dal negozio di computer di Neghelli, dopo il fermo del proprietario trovato con cocaina e hashish, che ha messo la pulce nell'orecchio dei militari di Pescia Romana. E anche un linguaggio in codice per non destare sospetti, dove dietro cartoni e taniche di vino si nascondevano quantità di sostanze stupefacenti.  Ecco lacuni dei retroscena emersi con l'operazione Software - condotta dalla stazione di Pescia Romana, il nucleo operativo di Tuscania, coordinata dal pm Giuseppe Deodato della Procura di Civitavecchia e dalla direzione centrale per i servizi antidroga - che ha portato all'arresto di nove persone e a quindici indagati. Una carovana di personaggi finita nella ragnatela tessuta dai militari: oltre al giovane orbetellano che vende computer, sono comparsi nel "libro nero" Paul Emiliano Surleanu - il basista della banda che ad agosto rapinò la filiale Mps di Capalbio Scalo- e il titolare di un night sulla costa laziale. Con l'indagine, avviata nel 2007 e conclusasi nell'autunno del 2008, sono finiti in manette in nove. Tra di loro un pescivendolo ambulante di Albinia - originario della Campania - e un ragazzo di Orbetello, che ha investito un carabiniere durante le fasi del suo arresto.  Attualmente dietro le sbarre sono rimasti in tre: Surleanu e due persone della Capitale. Un giro da sballo che si snodava da Roma a Orbetello, con il centro principale a Civitavecchia. Qui una coppia fratelli, gestori di altrettante pompe di benzina, avrebbero smistava la roba. Sono loro - secondo gli inquirenti - il collante che ha permesso ai carabinieri di comporre i tasselli che pian piano emergevano a galla. Nella lista dei consumatori sono stati individuati amministratori comunali civitavecchiesi e ex poliziotto di Grosseto (quando è stato fermato dai carabinieri, all'altezza di Vulci di ritorno da Civitavecchia, era ancora in attività). In riva alla Laguna i clienti più assidui erano un fornaio, un pluripregiudicato, un operaio e una ragazza conosciuta per i suoi problemi con la droga.  Lo scambio droga prestazione sessuale sarebbe andato in scena in un locale della costa laziale - il proprietario è tra gli indagati. Un "do ut des" scoperto grazie alle telecamere piazzate nel priveé.  Venditore e consumatore, secondo quanto appreso, si accordavano tramite cartoni e taniche di vino. Le parole in codice indicavano le porzioni di sostanze stupefacenti che servivano. Senza dimenticare quel negozio di computer a Neghelli. Lì sarebbe andato in scena un sistematico andirivieni di persone e droga dove il proprietario sarebbe il punto di contatto tra i laziale e la costa d'Argento dove la merce molto spesso arrivava trasportata in treno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze