Finanza
«A noi il Marraccini non interessa»
Francesca Ferri
◗
AL VOTO. Un momento delle elezioni di domenica Khamiss si presenta: dialogo con la città per appianare i problemi
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Si definisce musulmano non praticante, ha il pallino della democrazia che - spiega - ha imparato stando tanti anni in Italia, e inaugura il suo mandato sotto la stella del dialogo e della massima collaborazione con istituzioni e società civile. A partire dalla moschea. Che, ribadisce Anouar Khamiss, neopresidente della comunità islamica grossetana, non sarà al Marraccini. «Non ci interessano via Mazzini e l'ex Marraccini - spiega - abbiamo altri obiettivi e intanto abbiamo già un luogo di preghiera, così come ne ha uno la comunità albanese che ha partecipato al nostro voto e con la quale abbiamo ottimi rapporti». Con duecento preferenze su trecento votanti, Khamiss è stato eletto domenica scorsa in una giornata di voto appoggiata dall'imam Mohamed Dehami, che ha ringraziato tutti i partecipanti «per questa grande dimostrazione di democrazia e di volontà di integrazione pacifica con la popolazione che ci ospita». Una giornata avversata dal suo predecessore, Mohamed Rhallab, che non ha riconosciuto le votazioni e pare essersi eclissato dalla scena politica. Il suo telefono è rimasto spento per giorni e non una parola è uscita su quella che ha tutto l'aspetto di una "primavera" politica di una comunità che per mesi è stata additata da gran parte della città per il paventato "assedio" all'ex cinema. Khamiss vuole girare pagina e, lo farà insieme al vicepresidente Abderrahim Errami, al segretario Mustapha Hamid e al tesoriere Hicham Essafa, avversari di urna ieri, collaboratori di domani. Trentasette anni, in Italia da quando ne aveva 16, Khamiss è molto legato alla Maremma dove ha studiato all'istituto Professionale. Padre di un bambina di 3 anni, Jasmine, e in attesa di un secondo figlio dalla moglie Majda, lavora nel settore dell'edilizia. «Mi sono impegnato per arrivare a questo momento - spiega - perché voglio favorire ottimi rapporti tra la comunità islamica grossetana e la cittadinanza. Vogliamo dare una mano lavorando, collaborando alle iniziative sociali, facendo in modo che i nostri figli, le nostre famiglie, si integrino pacificamente nel lavoro, nella scuola, nello sport, nell'organizzazione di eventi culturali. Noi insomma ci siamo e vogliamo dare il nostro contributo e non creare problemi». Dal canto suo si dice disposto a dimettersi anche prima della scadenza del mandato, se non avrà più la fiducia della comunità. Già da oggi, insieme all'imam Dehami e al consiglio, porterà il saluto della comunità islamica al prefetto Linardi, al sindaco Bonifazi e al presidente della Provincia Marras e si dice disponibile a «incontrare quanti, in tutta la provincia, volessero avere un contatto con l'imam, lui stesso o la comunità». E al neopresidente è arrivato già il primo regalo. «Un cittadino straniero musulmano - spiega Khamiss - ha messo a disposizione materiale edilizio e tappeti per un valore di 4mila euro per migliorare la moschea di via Irlanda che non è pavimentata». Il contratto di affitto della stessa piccola moschea sta per essere rinnovato dunque, almeno per un po', sarà questo capannone a ospitare la comunità, anche se l'obiettivo è mettersi in proprio, magari in una zona più periferica.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
