La manifestazione
Il nuovo presidente è un tunisino
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ELEZIONI. Alcuni momenti delle elezioni degli islamici che si sono tenute nella piccola moschea di via Irlanda: circa trecento i votanti Anouar Khamiss conquista due terzi dei circa trecento voti validi
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GROSSETO. Lo davano per favorito e le urne non lo hanno tradito. Anouar Khamiss, 37 anni, ce l'ha fatta. L'unico tunisino dei quattro candidati - gli altri sono marocchini - è riuscito a spuntarla con due terzi dei voti, diventando il primo presidente eletto dei musulmani a Grosseto. Che guiderà per i prossimi tre anni. Le paure e le tensioni della vigilia del voto, il primo del genere in Toscana alla fine si sono sciolte in una giornata trascorsa nella più assoluta tranquillità, con affluenza al 50 per cento - su 600 votanti attesi si sono presentati in 300 - e un'attenta vigilanza dei musulmani, di un osservatore esterno e della polizia che ha vigilato discretamente in via Iranda. I musulmani grossetani, in tutto circa 3mila, potevano scegliere tra quattro candidati: i marocchini Mustapha Hamid, 31 anni, piastrellista; Hicham Essafa, 33 anni, elettricista; Abderrahim Errami, 32 anni, camionista, e il tunisino Anouar Khamiss, 37 anni, diplomato all'istituto alberghiero, muratore, in Italia da 21 anni. La preferenza alla fine è andata a quest'ultimo, anche se i programmi dei quattro erano più o meno identici. Per lo meno a proposito della futura moschea, non solo l'obiettivo per il domani, ma anche la leva che ha fatto scattare le coscienze, creato una frattura nella comunità e portato a queste elezioni. Da un lato, l'ormai ex presidente Mohamed Rhallab, che ha guidato la comunità ininterrottamente per 12 anni; dall'altro la nuova generazione di marocchini e tunisini, appoggiati dal giovane imam Mohamed Salim Dehami, che rimproverano a Rhallab di essere autoritario e, soprattutto, di essersi imbarcato in una battaglia non condivisa dal resto della comunità per realizzare la moschea all'ex cinema Marraccini. Per dare un segnale di forte cambiamento, dunque, ecco un nuovo leader nominato in modo democratico. E un posto diverso per la moschea che, ribadisce Khamiss, non sarà al Marraccini. Già da oggi il presidente è a lavoro per nominare il consiglio, che sarà composto da dieci persone in rappresentanza delle dieci diverse nazionalità presenti all'interno della comunità. Per Errami, Hamid ed Essafa - rispettivamente secondo, terzo e quarto - si prospettano le cariche di vicepresidente, segretario e tesoriere. Una volta definito il mini parlamento, inizierà il certosino lavoro per trovare un luogo adatto ad ospitare la moschea. Ma non sarà l'unico impegno per il neopresidente. La partita con il suo predecessore Rhallab è ancora aperta. Questi non ha riconosciuto le elezioni e ne ha fissate di proprie per marzo 2011. Intanto porta avanti la trattativa per fare la moschea al Marraccini. Per questo Khamiss non esclude la possibilità di fondare una nuova associazione. Francesca Ferri ALTRO SERVIZIO A PAG. 3
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