Il Tirreno

Grosseto

Droga dal Lazio, quindici indagati

Claudio Bellumori
Droga dal Lazio, quindici indagati

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Droga che si muoveva da Orbetello a Roma, con la piazza principale a Civitavecchia. Proprio qui, tra gli acquirenti, c'erano anche noti professionisti, amministratori comunali locali e un poliziotto di Grosseto. L'operazione "Software", partita nel 2007, è stata condotta dai carabinieri della stazione di Pescia Romana, il nucleo operativo di Tuscania, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Deodato della Procura di Civitavecchia e dalla direzione centrale per i servizi antidroga.

A rifornire il concone erano due fratelli, gestori di altrettante pompe di benzina proprio a Civitavecchia. Sono quindici, in tutto, gli indagati. Tra di loro un orbetellano proprietario di un negozio di computer a Neghelli (da qui il nome dato all'operazione "Software") e Paul Emiliano Surleanu, 29 anni, rumeno di Santa Marinella domiciliato a Porto Santo Stefano. Surleanu finì in manette ad agosto: era il basista della banda che rapinò la filiale Mps di Capalbio Scalo. Al colpo seguì il conflitto a fuoco con i carabinieri sulla Giannella, fino al ritrovamento di tre banditi in un buco di sessanta metri dislocato sul Promontorio. Il quarto componente della banda, vale a dire il ventinovenne, si presentò ai militari qualche ora dopo. Il conto finale dell'inchiesta è salato: nove gli arresti in flagranza di reato (nel gruppo compaiono alcuni degli indagati), cinque le persone deferite a piede libero, decine quelle segnalate al Prefetto come assuntori abituali di stupefacenti. Numerosissimi i casi accertati di spaccio di stupefacenti, oltre ottanta i capi di imputazione contestati agli inquisiti. Ingenti quantità di droga sotto sequestro (cocaina, hashish ed eroina) e consistenti somme di denaro frutto dell'illecita attività. L'inizio. Tre anni fa, a maggio, i carabinieri di Pescia Romana fermarono lungo l'Aurelia un ragazzo di Orbetello, titolare di un negozio di computer in riva alla Laguna. Il giovane, sorpreso con cocaina e hashish, proveniva da sud e viaggiava verso casa. L'indagine, a quel punto, si allargava a macchia d'olio tanto da portare all'arresto di Paul Emiliano Surleanu, che fattivamente portava la roba all'orbetellano ormai fermo ai box. Gli sviluppi. La vicenda, ovviamente, si colorava di nomi e personaggi, soprattutto residenti a Orbetello. Tutti consumatori: un fornaio, un pluripregiudicato, un operaio e una ragazza che già era nota per i suoi problemi con la droga. I tasselli del puzzle cominciavano a delineare con chiarezza il quadro. L'operazione procedeva con intercettazioni telefoniche ed ambientali, riprese video, pedinamenti, appostamenti e perquisizioni. Fino ad arrivare a Roma e Civitavecchia, dove è emerso chi smistava le sostanze stupefacenti. Il compito, infatti, era affidato a una coppia di fratelli gestori di due pompe di benzina. Il maggior numero di casi di cessione e acquisto di droga si concretizzava a Civitavecchia coinvolgendo, in qualità di semplici assuntori, perfino persone che rivestono incarichi pubblici all'interno dell'amministrazione comunale civitavecchiese.

Fine della corsa. Scaduti i termini dell'inchiesta quindici persone sono state iscritte sul registro degli indagati. Dovranno rispondere, a vario titolo, di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Tutti e quindici sono stati raggiunti da avvisi di garanzia, dopo la conclusione dell'indagine del magistrato inquirente. Contestualmente, sono stati invitati a rendere interrogatori sui fatti contestati di fronte allo stesso pubblico ministero.

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