Il Tirreno

Grosseto

Via le auto e spazio alle capanne

Enrico Pizzi
<b>LA RIVOLUZIONE IN PIAZZA </b>Nelle immagini qui a fianco e in alto le elaborazioni realizzate al computer delle &#147;capanne&#148; che, secondo gli architetti, dovrebbero occupare piazza della Palma in un prossimo futuro. A sinistra nella foto grande, la piazza come si presenta oggi: poco pi&ugrave; di un parcheggio per auto
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LA RIVOLUZIONE IN PIAZZA Nelle immagini qui a fianco e in alto le elaborazioni realizzate al computer delle “capanne” che, secondo gli architetti, dovrebbero occupare piazza della Palma in un prossimo futuro. A sinistra nella foto grande, la piazza come si presenta oggi: poco più di un parcheggio per auto

Presentato un originale progetto per il futuro di piazza della Palma

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 GROSSETO. Dove in origine erano le capanne da cui nacque Grosseto, e dove oggi sostano le auto, potrebbero sorgere moderne "capanne", moduli leggeri, mobili e removibili per dare il nuovo volto - liberato dalle macchine - di piazza Pacciardi, o per i grossetani "piazza della Palma". L'idea progettuale, voluta dalla presidente della Circoscrizione Centro Concetta Relli ed elaborata dallo studio Sata, è stata presentata venerdì sera ai consiglieri circoscrizionali dall'architetto Stefano Sagina, uno dei progettisti. L'idea è di ricostruire, in chiave attuale, quello che fu il villaggio di capanne, antesignano della città di Grosseto, che ebbe proprio origine nell'attuale piazza della Palma. Gli scavi archeologici effettuati tra il 1998 e il 2005 dall'Università di Siena e dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana in collaborazione con il Comune di Grosseto, in occasione della ripavimentazione del centro storico consentirono di scoprire, in piazza della Palma, tracce di quello che doveva essere stato il primo villaggio di capanne che nel VII secolo d.C. avrebbe dato origine alla città di Grosseto.  I villaggi - spiegano i progettisti - erano costituiti da nuclei, paragonabili a cellule, le fattorie, ciascuna delle quali era delimitata da una fossetta o una siepe. Al suo interno, con una superficie variabile, ma mediamente intorno ai 1000 metri quadrati, c'erano la capanna abitativa, l'orto e altri ambienti fra cui un magazzino, un fienile, un ricovero per gli animali. Ovviamente - si legge ancora nella presentazione del progetto - a seconda delle particolari vocazioni del territorio questi spazi potevano essere riuniti in un unico ambiente o separati. Di qui l'idea di realizzare 6-7 moduli che ripropongano le forme delle antiche capanne, e che siano realizzati in materiali leggeri, sia per essere rimossi facilmente sia perché il singolo modulo "capanna" potrà essere mobile su un asse centrale, su cui ruota tutta la struttura. «Questo - si spiega ancora nel progetto - per andare a simulare lo spostamento della capanna, che in tempi antichi, rappresentava prassi abituale ogni 20-40 anni, causa usura e deperimento dei materiali con cui erano costituiti questi tipi di manufatti».  Verrebbe mantenuta, naturalmente, la Palma che sorge in mezzo alla piazza e che ricorda quella, più antica, che ha dato il nome a questo luogo. La palma originaria, infatti, che si diceva fosse stata piantata nel 1796, cresceva nell'orto di casa Bruchi, distrutta in un bombardamento nella seconda guerra mondiale e non più ricostruita.  Intanto il progetto è stato presentato, come contributo, per la redazione del regolamento urbanistico. E il Comune sarà chiamato a dire la sua. Aspetti urbanistici a parte, il primo scoglio da superare sarà la completa pedonalizzazione della piazza, per poter creare questi spazi che dovrebbero essere luoghi di aggregazione. Ci sarà, poi, da trovare le risorse necessarie a realizzare il tutto. I progettisti hanno calcolato un costo di circa 40mila euro a modulo e il progetto comincia ad avere già degli estimatori, come il presidente della Camera di commercio Gianni Lamioni, e l'ente sarebbe disponibile a finanziare la realizzazione di due moduli. La funzione che le moderne "capanne" dovrebbero avere è quella di spazi fruibili da far gestire alle attività commerciali limitrofe o alle amministrazioni o ad associazioni varie, per eventi o mostre, o come luogo di aggregazione.

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