Il Tirreno

Grosseto

Rifiuti: «Conti sbagliati ad arte»

Enrico Pizzi
<b>STRILLAIE.</b> Discarica alle porte di Grosseto dove sorge l&#146;impianto per il cdr
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STRILLAIE. Discarica alle porte di Grosseto dove sorge l’impianto per il cdr

Barocci accusa gli enti locali di aver favorito soggetti privati

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 GROSSETO. La pianificazione della gestione dei rifiuti sopravvaluta da anni la produzione di rifiuti in provincia di Grosseto e «le scelte politiche e incoerenti in materia di rifiuti - sottolinea Roberto Barocci, del Forum Ambientalista di Grosseto - sono oggettivamente a vantaggio di soggetti privati», ovviamente che realizzano e gestiscono gli impianti.  Barocci va giù duro e porta alcuni numeri per dimostrare la sua tesi. Un primo errore - dice - fu fatto nel piano provinciale dei rifiuti approvato nel 2002. La crescita nella produzione dei rifiuti prevista era addirittura superiore - spiega Barocci - a quella del 3,19 per cento registrato negli anni immediatamente precedenti. Si parla, infatti, di una crescita di quasi il 5% annuo. «Perché - chiede Barocci - nel piano del 2002 si è ipotizzata una crescita della produzione dei rifiuti superiore a quella registrata negli anni precedenti e perché non si è prevista una riduzione delle produzioni di rifiuti, con le relative azioni, così come prevedeva il decreto Ronchi?».  Ad aggiustare, di fatto, i numeri - sostiene sempre Barocci - ci ha pensato, nel 2006, la crisi, con la riduzione dei consumi e la conseguente riduzione dei rifiuti. Poteva essere l'occasione per aggiustare i conti e rivedere la programmazione, ma così non è stato. Barocci prende di mira il piano industriale elaborato tra il 2005 e il 2006 dall'allora Ato 9. «Perché - chiede - non si accorgono dell'incoerenza e dell'errore nel mancato rispetto delle previsioni di legge?».  Secondo Barocci, poi, avrebbe potuto provvedere alle correzioni il piano straordinario elaborato dall'Ato Sud, nel 2008, che contiene una stima della domanda futura fino al 2013. «Il piano - dice - registra i dati realmente prodotti fino al 2006, ma non si chiede perché hanno sbagliato la stima e presenta le previsioni fino al 2013 ancora con un tasso di crescita. Non solo, non si rispettano le linee programmatiche della Comunità Europea e del Parlamento nazionale, ma nemmeno la programmazione prodotta dalla Regione Toscana e, cosa incredibile, non si sono accorti che il mondo dei consumi non cresce più».  Barocci ricorda, poi, che nel 2007 la Regione aveva emanato un piano di azione ambientale che ha l'obiettivo di ridurre la produzione dei rifiuti del 15% rispetto ai dati del 2004. «Si sarebbe dovuta programmare una produzione dei rifiuti, nel 2010, pari a 146,1 tonnellate, invece se ne prevedono 181mila. Perché?».  La realtà - spiega - continua a smentire le previsioni: rifiuti in calo nel 2007, nel 2008 e, quasi sicuramente, nel 2009, visti i dati, già noti del Comune di Grosseto. Tra il 2005 e il 2009 la riduzione dei rifiuti in provincia di Grosseto è di circa il 16% «con un trend costante - dice - che fa saltare tutte le previsioni impiantistiche programmate e contenute nella convenzione tra Ato e Unieco. E allora Barocci chiede «perché nel bando di gara per la selezione del gestore unico dei rifiuti si è posta una quantità di rifiuti non corrispondente alla realtà? E perché nell'ultima assemblea dell'Ato si è proposto un addendum peggiorativo della convenzione già stipulata in maniera scellerata per aver vincolato per 27 anni le comunità locali ad un elevato quantitativo di conferimento di indifferenziato?».  Il problema, secondo Barocci, è che «Unieco vuole bruciare 120mila tonnellate l'anno di cdr nell'inceneritore di Scarlino e vuole garantite oltre 90mila tonnellate di indifferenziato alle Strillaie», quantità molto superiori a quelle che si realizzerebbero se si attuasse una raccolta differenziata tra il 65 e il 70%. «La differenziata e la riduzione delle produzioni non sono coerenti con l'interesse di Unieco - conclude - ma Ato Sud che interesse persegue?».

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