Sicurezza
Raccogliere solo il 50% ha costi altissimi
Differenziata, i dati della Bocconi a confronto con quelli di Ato Sud
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GROSSETO. «Non ci spieghiamo perché il piano dell'Ato Sud ponga l'obiettivo del 50 per cento della raccolta differenziata quando la normativa nazionale e quella regionale salgono fino al 65 per cento». Elisabetta Menchetti (Forum Ambientalista e Comitato per il no all'inceneritore) parte da questa osservazione per criticare il piano di ambito, sostenendo che proprio questo modello di raccolta differenziata al 50 per cento sia il modello in assoluto più costoso, «perché - spiega in poche parole Barocci - finisce per sommare i maggiori costi della raccolta differenziata ai maggiori costi dell'impiantistica per lo smaltimento dell'indifferenziato». Parola di ambientalisti? No, parola della Bocconi che in uno studio presentato nell'aprile scorso mostra proprio che la raccolta differenziata fatta porta a porta è il metodo più conveniente, in termini di costi e benefici, solo se la parte differenziata e effettivamente riciclata di ciò che viene raccolto supera il 70 per cento e restano pochi residui da smaltire in discarica. Conti alla mano, raccogliere solo il 50 per cento di differenziata finisce per costare infinitamente di più di qualsiasi altro tipo di raccolta. Inutile dire che lo stesso studio non solo mostra la convenienza, economica, della raccolta differenziata spinta fino al 75 per cento, ma guarda anche ad uno scenario di raccolta differenziata all'85 per cento, denominato "Rifiuti zero" che consente di ottenere un altissimo livello della qualità delle frazioni raccolte e la produzione, con il 15 per cento restante, di sabbia sintetica, come avviene nell'impianto di Vedelago, una sabbia alla quale lo studio dà valore zero, ma che viene venduta, in media, a 150 euro a tonnellata. E.P.
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