Finanza
Parco ok, ma ora nessun dorma
Gabriele Baldanzi
◗
TESORO Una delle immagini simbolo del Parco Minerario A destra lex presidente Hubert Corsi Dopo il sì dell'Unesco serve un forte impegno bipartisan per ripartire
3 MINUTI DI LETTURA
GAVORRANO. L'esame lo hanno superato solo cinque parchi europei sugli otto candidati. Insomma, è stata una promozione tutt'altro che scontata quella che ha saputo meritarsi venerdì sera, in Grecia, il Parco nazionale archeominerario delle Colline Metallifere. Dal 1º ottobre 2010, data storica, la creatura pensata, voluta e realizzata da Hubert Corsi e dagli amministratori che negli ultimi 15 anni hanno governato i 7 comuni della zona nord della Maremma, è ufficialmente il 41º membro della "European and global geopark network", la rete dei 42 siti europei di interesse geologico che si avvale del patronato dell'Unesco. Al Parco nazionale archeo minerario delle Colline Metallifere è stato attribuito il titolo di Tuscan mining geopark. Entrano nella Rete europea anche il Parco del Cilento e Vallo di Diano (Italia), Rokua geoark (Finlandia), Basque coast (Spagna) e Vicos-Aoos (Grecia). «La nostra candidatura - spiega Alessandra Casini, coordinatore tecnico del Parco, presente in Grecia - ha ottenuto un punteggio molto alto per più motivi. Apprezzato dai commissari è stato prima di tutto il lavoro di grande qualità compiuto dai tecnici nella redazione del dossier, davvero accurato, ma anche l'approccio olistico basato sull'esaltazione degli aspetti naturalistici e ambientali, il coinvolgimento delle guide e l'attenzione alla formazione, così come l'elevata integrazione con gli operatori economici del territorio. L'ingresso nella rete dei geoparchi comporterà anche l'investitura di due nostri membri all'interno della Commissione europea che sovrintende alle attività del network. I prossimi impegni che attendono il presidente Luca Agresti e il Comitato sono la valorizzazione del patrimonio geologico, la realizzazione della cartellonistica, del piano di comunicazione e l'integrazione con materiai didattici dei percorsi già compresi nel Parco». Adesso si apre una nuova fase operativa, fondata sull'asse bipartisan Agresti - Marras. Da subito occorrerà dar corso alla redazione dello statuto, ma soprattutto agli interventi previsti nel master-plan, considerato che tra 4 anni a Gavorrano ci sarà una verifica degli standard di qualità. Cosa cambia concretamente? Da ora in avanti ci sarà un aiuto - di rete - nel portare a casa gli obiettivi prioritari: la tutela del patrimonio geologico, la promozione di iniziative di geoturismo, l'incremento dell'educazione ambientale, la formazione e lo sviluppo della ricerca scientifica nelle varie discipline. Ricerca di finanziamenti, per esempio. In attesa che venga ufficializzata la sua designazione, commenta il risultato anche l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini: «Si è chiuso un percorso durato anni che premia l'impegno profuso con lungimiranza da tutti gli enti locali, che hanno saputo guardare oltre la contingenza vedendo nella costituzione del Parco l'opportunità per dare nuove prospettive di sviluppo, a partire dal recupero di molte aree minerarie compromesse. La Regione Toscana darà il proprio sostegno allo sviluppo di questo interessante progetto d'area». Per la cronaca i siti di interesse geologico compresi nel Tuscan Mining Geopark, sono complessivamente 111. Tra quelli più noti, la miniera di Gavorrano (sede), il parco delle Biancane di Monterotondo, le Cornate di Gerfalco, la zona della Pietra a Roccastrada, il lago dell'Accesa e Cala Violina.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
