Italia
Mamma coraggio: «Cercansi testimoni via mail»
Federico Lazzotti
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SUL CORSO Mamma Elisabete consegna i volantini ai passanti3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Con un volantino in mano sul quale ha stampato un indirizzo e-mail è andata di nuovo in strada a caccia di testimoni. Mamma coraggio torna in strada per chiedere giustizia dopo il pestaggio di suo figlio. A distanza di due settimane dall'aggressione subita da Attilio in piazza San Francesco, Elisabete Espolaor, stavolta ha scelto corso Carducci per far sentire la sua voce. La settimana scorsa nello stesso punto dove suo figlio era stato preso a calci da un gruppo di quattro ragazzi si era sdraiata a terra con un cartello attaccato al collo: «Mamma di Attilio». Ieri sera, invece, si è messa in mezzo alla gente con in mano un centinaio di volantini. Sopra la stessa scritta: «Mamma di Attilio». Sotto l'indirizzo email al quale scrivere: testimoniattilio@tiscali.it. «Avevo detto che non mi sarei fermata - racconta Betti mentre sorride e consegna - questo è un altro passo verso la verità. Lo ripeto: non mi fermerò fino a che non avrò ottenuto giustizia». In un giorno, anzi in poche ore, Elisabete ha consegnato oltre duecento tagliandi. «Qualcuno mi ha già inviato messaggi di sostegno - va avanti - sono per lo più attestati di stima e solidarietà da parte di genitori che mi invitano ad andare avanti. In ogni caso attiriamo l'attenzione su un problema». La stessa reazione, Betti, l'aveva registrata il sabato precedente quando si era sdraiata sul selciato di piazza San Francesco. «Bisogna abbattere il muro del silenzio - va avanti - e io cerco di farlo con queste semplici manifestazioni. Sia ieri che la settimana scorsa sono state tante la mamma che mi hanno detto che anche i loro figli sono stati vittime di episodi simili, ma molte di loro, invece di parlare, hanno scelto di restare in silenzio». Elisabete, al contrario, ha urlato il suo dissenso in pubblico nel tentativo di scuotere la gente e dare ai testimoni il coraggio di farsi avanti e raccontare che cosa hanno visto tra le 21.30 e le 22.15 del 18 settembre. E qualche risultato è arrivato: una decina di ragazzi nei gironi successivi al suo annuncio di sdraiarsi in piazza, si sono presentati in questura per raccontare quello che avevano visto. Anche grazie alle loro testimonianze gli investigatori sono riusciti a identificare almeno tre dei quattro presunti autori del pestaggio. Si tratterebbe - come trapela dalle indagini - di adolescenti tra i 17 e i 19 anni. Per il momento non ci sono stati atti ufficiali, gli agenti della mobile, infatti, stanno cercando il quarto componente della banda che ha preso a calci Attilio fino a farlo svenire prima di lasciarlo a terra sanguinante. In attesa dell'ultimo nome mamma Elisabete non si ferma. «Arriverò fino al processo», dice consegnando l'ultimo volantino a un passante.
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