Attenzione
Fusione, la Lega "frena" Bianchini
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BIANCHINI. Non ha dubbi Il partito del Carroccio ricorda che realizzarla non è uno scherzo
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CASTEL DEL PIANO. Fusione tra Castel del Piano e Arcidosso da 12 ani sostenuta da Marcello Bianchini di Arcidosso, capolista di Poche chiacchiere, più vicina. Lo sostengono alcuni esponenti delle minoranze di Arcidosso e Castel del Piano che si sono ritrovati con il consigliere regionale della Lega Nord Antonio Gambetta e il segretario provinciale Roberto Azzi, per discutere del progetto che è già avanti nel Casentino ed è stato realizzato in molti comuni dell'Italia settentrionale. «Risparmio notevole, e introito, per i comuni che fanno la fusione, di un fondo che poi durerà (20%) per i successivi 10 anni». Ha detto Bianchini. L'occasione dell'incontro con gli esponenti leghisti è stata ghiotta per i convenuti, che hanno messo sul tavolo problemi e questioni: dalla possibile Unione speciale dei comuni per aggregare i servizi, ipotesi per niente condivisa da chi è convinto della fusione, anche se l'associazione dei servizi andrà, comunque, in qualche modo, fatta, anche se realizzarla non è uno scherzo. Lo ha chiarito il consigliere Gambetta: «Le strade sono due: o la delibera dei due consigli comunali per la fusione (ipotesi, questa, quasi impossibile per Castel del Piano e Arcidosso - ndc) o la raccolta di firme (ce ne vogliono la metà più 1 degli aventi diritto al voto) per proporre alla Regione una legge di iniziativa popolare. Una volta fusi, i Comuni saranno retti da un commissario prefettizio fino alle elezioni per il nuovo sindaco». Inoltre, per la raccolta delle firme deve essere istituito un comitato cittadino. «Dunque si parte». Ha ribadito, sempre più convinto, un Marcello Bianchini che ha apertamente dichiarato di aver votato Lega per la concretezza della sua azione politica. Ma Graziano Giallini, responsabile della Lega di Castel del Piano, lo frena: «La cosa è da fare gradualmente, ancora la difesa dei campanili qui c'è». Alberto Lazzeretti, consigliere di minoranza di Arcidosso ha detto: «Ho molte perplessità». E fa sapere di essere nettamente contraria, anche se non presente alla riunione, il capogruppo della minoranza di Castel del Piano, Mariella Frediani: «No alla fusione, sì all'associazione dei servizi». Hanno ribadito il loro sì, invece, Niso Cini di Arcidosso e Giorgio Bonelli di Castel del Piano che furono fra i promotori del primo comitato per la fusione. Orientato al sì anche Sandro Ginanneschi della minoranza di Castel del Piano che 10 anni fa aveva detto no: «Ma adesso la situazione è maturata; lo dimostra l'alzata di scudi di tutti i Comuni amiatini insieme a difesa dell'ospedale di Castel del Piano. Voglio esaminare la legge sulla fusione, poi deciderò». Tutti d'accordo sulla raccolta di firme e sulla prima mossa da fare: istituire un comitato trasversale (ne devono far parte tutte le forze politiche perché l'operazione non è di partito, hanno affermato i presenti) e tutti d'accordo, compreso Michele Nannetti capogruppo di minoranza arcidossino, sul fatto di dover convincere i cittadini con motivazioni inoppugnabili. Insomma, l'idea prevalente, è che si stia correndo, sicuramente troppo. F. B.
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