Proteste
Cocaina, trans e ricatti: 14 arresti
Federico Lazzotti
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INDAGINE Compiuta dal nucleo mobile della tenenza di Follonica Indagine della Finanza, al centro del sistema una famiglia follonichese
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FOLLONICA. Incontri clandestini con un transeussuale che offre sesso annaffiato dalla cocaina. Debiti che aumentano e ricatti che di volta in volta diventano più pesanti da sopportare. E poi fiumi di droga che arrivano da nord e da sud passando dalla mani di una famiglia che ne gestisce lo smercio al dettaglio. Sembra di essere scivolati in un'appendice del "Caso Marrazzo" guardando gli atti dell'operazione "Revange" condotta dagli uomini del nucleo mobile della Finanza di Follonica. Anche il nome del viados, Natalia, ricorda quello di una delle protagoniste dello scandalo che ha coinvolto l'ex presidente della Regione Lazio. Qui cambiano solo i protagonisti, non le dinamiche. Al posto di politici, carabinieri e faccendieri troviamo commercianti, camerieri, fornai e disoccupati che tra il 2009 e il 2010 - scrive il gip nell'orindanza di custodia cautelare - hanno dimostrato «una condotta estremente attiva di cessione di sostanze stupefacenti», a cui possono essere unite «episodi di estorsioni e traffico di droga». Quattordici ordinanze le custodia cautelare, di cui tredici in carcere ed una agli arresti domiciliari, eseguite in Toscana, in Campania e in Calabria negli ultimi giorni dai militari del Comando Provinciale di Grosseto. L'inchiesta è iniziata nell'aprile del 2009 con l'arresto di quattro spacciatori fra cui un corriere italo-argentino che introduceva la droga in Italia ingerendola in ovuli. Questo primo fermo ha dapprima permesso di intercettare un traffico internazionale di cocaina proveniente dall'Argentina. Le ulteriori indagini hanno colpito affiliati appartenenti ad un noto clan camorristico campano con base a Secondigliano e Scampia. Era da qui che partivano i carichi di stupefacenti per Follonica. Al centro dello smercio di droga - secondo gli inquirenti coordinati dal pubblico ministero Alessandro Leopizzi - ci sarebbe la famiglia Di Buduo: padre, madre e figlia, destinatri dei carichi. Era attraverso le loro conoscenze tra il napoletano, Livorno e la provincia di Massa che cocaina, eroina e hashish arrivano nella costa Maremmana. Attrverso intercettazioni telefoniche e ambientalie e ore di pedinemanti è stata scoperta una fitta rete di spacciatori. In particolare, la famiglia in questione aveva instaurato negli ultimi anni intensi rapporti d'affari con un gruppo di malviventi di origine dominicana residenti a Livorno, conosciuti in carcere. Successivamente, la famiglia follonichese aveva allacciato anche legami illeciti con appartenenti alla malavita campana. Da questo momento in poi, siamo alla fine dello scorso anno, l'attività di spaccio sarebbe diventata rilevante ed era andata allargandosi grazie ai prezzi bassi ai quali compravano e vendevano rispetto alla concorrenza. Uno dei clienti più assidui della famiglia Di Buduo era senz'altro Weverton Riberiro, 28 anni, in arte Natalia. L'unico ancora a piede libero perché rimpatriato pochi giorni prima dell'arresto. Il transessuale - secondo gli inquirenti - offriva la droga durante gli incontri nelll'appartamento di via Lamarmora. Tre dei suoi presunti clienti hanno raccontato agli invesigatori di essere stati minacciati se non avessero pagato i debiti. «Estorsioni», secondo gli investigatori. Nella rete delle fiamme gialle sono finiti altri tre follonichesi che secondo gli invetsigatori si erano spartiti il mercato dello spaccio al dettaglio. Luca Liguori, 24 anni di Massa Marittima, si occupava della fascia più giovane, arrivando a vendere hashsih anche a ragazzi minorenni. Gli altri indagati sono una Veronica Esposito, 36 anni, fiorentina d'origini e titolare del sexy shop di via Alberata e il compagno Alessandro Santese, 31 anni.
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