Il Tirreno

Grosseto

Candidato unico, o primarie di partito

Alfredo Faetti

Il grande tema è sbarcato nella riunione del Pd a Castellaccia Il timore degli iscritti è una nuova emorragia di consensi

2 MINUTI DI LETTURA





 GAVORRANO. All interno del Pd gavorranese si apre una discussione tra gli iscritti: le primarie, considerate nella loro organizzazione, anche dagli stessi consiglieri dimissionari, il vero errore fatto nella storia della ex amministrazione Borghi. Nel tour degli incontri nelle frazioni, venerdì sera il Pd è sbarcato a Castellaccia: una ventina di iscritti, o comunque di interessati, e una buona discussione sui temi caldi della politica locale.  Sia quelle fatte per le amministrative 2009 sia per quelle che verranno. «Per me le primarie non si fanno». Ha detto nel corso del suo intervento Vitaliano Castelli, uno dei 9 consiglieri Pd dimissionari. Ma questa affermazione non è una polemica contro l'organizzazione del suo partito, bensì una considerazione su ciò che è successo nell ultima esperienza. «Il nostro errore peggiore è stato portare tre candidati alle primarie del 2009». Aggiunge Luca Gabrielli, ex vice sindaco. Questo mea culpa si è spesso ripetuto nei vari incontri con i cittadini. Al tempo, infatti, alle primarie per il centrosinistra si candidarono in quattro: Mirto Onofri (Pd), Valentina Cantini (Pd), Paolo Balloni (Pd) e Massimo Borghi (Sel). Questo avrebbe portato a una grande dispersione di voti, per due fattori: inanzitutto, i voti dei piddini (e non solo) si sono dilapidati tra tre candidati; poi, come hanno fatto notare alcuni presenti venerdì sera, tra i 2.820 votanti che si sono presentati a scegliere il proprio candidato ci sarebbero state molte infiltrazioni da parte dei simpatizzanti delle opposizioni, che mettendo un segno sul nome di Borghi avrebbero coltivato la speranza di alimentare il seme della discordia nella coalizione (alla luce dei fatti, con successo). «È stato un errore - spiega un iscritto - perché Borghi è andato a fare il sindaco con solo il 6% delle preferenze, mentre il Pd ha ottenuto il 52%». Fatte queste considerazioni, tra gli iscritti, i simpatizzanti e i vertici di partito a Castellaccia si è ragionato sul futuro. Sono due le strade percorribili, secondo i presenti: o un candidato unico da parte del Pd in un eventuale coalizione, oppure primarie di partito. Ma prima di prendere queste decisioni sarà necessario attendere che qualcosa si compia: il congresso provinciale del Pd, in programma dal 15 al 31 ottobre.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa