Sicurezza
Terme: stoppati tutti i progetti
Fiora Bonelli
◗
SVILUPPO ECONOMICO. Terme e Spa molto richiese Turismo in affanno, mentre la montagna è ricca di acque di ogni tipo
3 MINUTI DI LETTURA
AMIATA. Una montagna d'acqua l'Amiata, che potrebbe far decollare sul piano turistico e produttivo, purché venissero realizzati tutti i progetti termali. In realtà soltanto Semproniano ha concluso l'iter per l'acquisizione delle concessioni che gli daranno la possibilità di iniziare i lavori. «A breve un consiglio comunale straordinario e poi partiremo». Dice il sindaco Gianni Bellini. Il sogno delle terme non è, infatti, solo di Semproniano: acqua calda, acqua sulfurea, acqua medicamentosa e utile per decine di problemi di salute si trova ovunque. Semproniano, Seggiano, Santa Fiora-Arcidosso, un triangolo termale che abbraccia tutto il versante grossetano. È il caso di Bagnore di Santa Fiora, dove al confine con Arcidosso, nella località Faggio Rosso, esistono le terme dell'Acqua Forte, fin dai primi del '900 rinomatissima e sfruttata, che calamitava in montagna centinaia di persone. Oggi quell'acqua, la cui concessione è passata alla società Bahamo, che gestisce anche il complesso di Colle degli Angeli, è in attesa di essere ripristinata e nuovamente sfruttata. Lo invocano le istituzioni sia di Arcidosso che di Santa Fiora e lo promette, ormai da tempo, la stessa società a cui la Regione Toscana ha rinnovato la concessione. Ma fino ad ora tutto tace e il sindaco Renzo Verdi commenta: «Se tutto quanto andasse a dama, la nostra zona potrebbe davvero trovare il motore dello sviluppo turistico del nostro comprensorio nelle acque termali. Perché, oltre all'Acqua Forte, in quel sito è stata trovata anche l'acqua calda, quella che potrebbe trasformare il Faggio Rosso in una seconda Saturnia. Questo è negli auspici sia di soggetti pubblici che di operatori privati, ma per ora è tutto fermo. In particolare la zona dove sgorga l'Acqua Forte, che si trova a due passi dal complesso residenziale di Colle degli Angeli, è abbandonata a se stessa. Il Comune santafiorese chiede da tempo che quel terreno e la casetta dove un tempo veniva somministrata l'acqua, sia reso ospitale e diventi un giardino dove andare di nuovo a bere l'acqua, con tanto di personale sanitario. Nulla di eclatante, un punto di richiamo, perché quell'acqua è una risorsa. L'accordo con la società è di rimettere la zona in grado di funzionare entro il 2010. Noi stiamo sollecitando la società a investire, perché siamo convinti della bontà dell'operazione. E, come ho affermato anche in altre circostanze - ribadisce Verdi -, sono disposto ad aspettare ancora un poco, poi, se le cose non andranno avanti, sarò costretto, mio malgrado, a cercare di far togliere alla Bahmo la concessione dell'Acqua Forte». E sempre di acqua termale parla la minoranza arcidossina: «Abbiamo una sorgente al Pian degli Ontani - dice Lazzaretti -, acqua curativa secondo analisi fatte. La proprietaria vorrebbe vendere, ma il Comune di Arcidosso nicchia. Peccato». Insomma tutti giudicano il termalismo punto di possibile sviluppo per l' Amiata in crisi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
