Il Tirreno

Grosseto

Anche cattiva cottura e grandi quantità possono avvelenare

Quasi 300 intossicati in 15 anni Occhio al "sosia" dell'ordinale

<b>TRADITORE </b>L&#146;entoloma lividum
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TRADITORE L’entoloma lividum

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 GROSSETO. Dal 1995 al 2009, in provincia di Grosseto si sono verificati 264 casi di persone intossicate da funghi (nessun caso mortale) di specie accertate, poco meno della metà delle quali (122 casi) per aver consumato l'entoloma lividum, molto tossico, facilmente confondibile con il clitocybe nebularis, volgarmente detto "ordinale grigio", che in Maremma viene abitualmente consumato in ambito domestico, ma che può risultare tossico se non è ben cotto, se consumato in pasti ravvicinati e da soggetti sensibili.  Sono invece 55 le persone, il 21 per cento del totale, intossicate dall'omphalotus olearius, facilmente confuso con il cosiddetto "giallarello", o "galletto" (cantharellus cibarius), viceversa commestibile e molto prelibato.  In percentuali molto più basse, si sono registrate intossicazioni dalla temibile amanita phalloides (5 casi), una specie potenzialmente mortale anche se assunta in piccole dosi (70 grammi di fungo fresco possono portare alla morte un adulto di 70 chili, se non trattato in tempo); ma anche dall'agaricus xanthoderma (4 casi) tossico e facilmente confuso con il comune "prataiolo".  Oltre a quelle per funghi velenosi, ci sono state intossicazioni anche da funghi commestibili ma che devono essere consumati con alcune precauzioni: ad esempio l'armillaria mellea, comunemente detto "chiodino" (9 casi), in quanto vanno consumati solo esemplari giovani, in modeste quantità e sempre dopo una prolungata bollitura, buttando più volte l'acqua di cottura.  Altri casi di intossicazione sono stati registrati da boletus luridus (7 persone), commestibile solo ben cotto (quindi evitare di consumarlo fritto o grigliato) e che può provocare disturbi se contemporaneamente vengono assunte bevande alcoliche: e 6 casi sono stati imputati alla macrolepiota procera, detta "mazza da tamburo", un fungo commestibile se non invaso da vermi o da muffe.  Resta da segnalare che si sono verificati anche 12 casi di intossicazione causati dal porcino, perché consumato in stato non ottimale, contaminato da muffe o invaso dai vermi.

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