Sicurezza
Presero i soldi della multa, condannati
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GIUSTIZIA. A sinistra la pretura, a destra la Corte dei Conti Due ex impiegati della pretura: prima la sentenza penale ora la Corte dei Conti chiede loro 12mila euro più le spese
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GROSSETO. Avevano fatto sparire una cospicua somma, frutto di una contravvenzione pagata da un'imprenditrice per una serie di illeciti in materia di igiene e sicurezza. Condannati in terzo grado, con sentenza quindi passata in giudicato, ora devono anche pagare allo Stato i danni per il disservizio. E presto arriverà la sentenza per il danno all'immagine. A deciderlo è stata, nei giorni scorsi, la Corte dei Conti. Protagonisti della vicenda due ex dipendenti della pretura di Grosseto, Giacinto Gatto e Ugo Fregosi. Il primo era segretario capo della procura presso la pretura e il secondo era in servizio dal dicembre 1993 al maggio del 1998 presso lo stesso ufficio, addetto agli "adempimenti connessi alle notizie di reato". I due, in concorso fra loro, fecero sparire le cifre pagate dall'amministratrice della ditta Iseco srl, per contravvenzioni contestate in un procedimento penale per violazione di prescrizioni di igiene e sicurezza. Il Gip, addirittura, dispose l'archiviazione del procedimento, considerando pagata la sanzione. Per la vicenda i due sono finiti a processo. E condannati con sentenza passata in giudicato (Fregosi un anno e otto mesi, Gatto due anni e un mese). Davanti alla Corte dei Conti, invece, i due sono finiti per danno all'immagine dell'amministrazione e per il disservizio. Il danno all'immagine è legato al fatto che la notizia finì sui giornali, quello per il disservizio, a causa del mancato introito. La Corte dei Conti ha stabilito che «il danno da disservizio può ritenersi certo, in quanto l'illecito e doloso comportamento dei due, non ha solo indotto in errore il Gip della pretura, che ha disposto l'archiviazione del procedimento penale, pensando che fosse stata pagata la sanzione amministrativa, con inutile svolgimento dell'attività giudiziaria, ma ha anche determinato un introito minore da parte dell'Erario». Ecco che, in attesa di quantificare il danno di immagine, la Corte ha condannato i due a pagare 12mila euro, più la rivalutazione degli interessi dal 1996, nella misura del 60% Gatto (che era capo dell'ufficio) e 40% Fregosi. Una successiva sentenza quantificherà il danno all'immagine.
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