Finanza
L'edilizia ora è in ginocchio
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ANCE. Andrea Brizzi Le aziende chiudono: «E nel 2011 andrà peggio»
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GROSSETO. «Avevamo creduto di aver toccato il fondo nel 2009, invece nella prima metà del 2010 abbiamo avuto perdite già analoghe a quelle dell'anno precedente». Il presidente provinciale dell'Ance Andrea Brizzi non ha più parole per commentare lo stato dell'edilizia, sa solo che il 2010 sta andando peggio dello scorso anno e il 2011 non promette niente di buono. La sua relazione all'assemblea annuale si apre con una serie di dati che fotografano un momento recessivo preoccupante, che continua a fare male all'economia della provincia di Grosseto. Un dato su tutti: l'aumento delle richieste della ore di cassa integrazione che sono salite del 62%. Dalla fine del 2008 al luglio da quasi 1.000 imprese a meno di 700, da circa 5.700 operai a poco più di 3.500. «Il momento recessivo - ha sottolineato il direttore nazionale dell'Ance, Federico Merola - si è affacciato nell'economia reale un po' in ritardo rispetto all'economia finanziaria, ha morso nel 2009 e sta mordendo pesantemente anche quest'anno; dubitiamo che nel 2011 si possa invertire la tendenza». La situazione non è più sostenibile: l'edilizia privata frenata dalle contingenze del mercato, ma anche dagli strumenti urbanistici che non sono ancora attuativi, e le opere pubbliche vanno avanti con il contagocce, perché gli appalti sono fermi e gli enti che ritardano sempre più i pagamenti a causa del patto di stabilità. «Le imprese ci rimettono due volte - spiega Brizzi - perché da una parte non incassano per lavori già fatti e dall'altra non hanno prospettive per appalti futuri, perché gli enti, a causa del patto di stabilità, dopo aver esaurito la loro capacità di spesa, non fanno più nemmeno i bandi per gli appalti, pur avendo nei cassetti le progettualità da portare avanti». Tutto rinviato al 2011 quando, comunque, la coperta, che è già corta, finirà ancora prima. Il patto di stabilità sembra essere la vera bestia nera contro cui gli edili hanno intenzione di lottare. Ed è per questo che mentre il direttore nazionale dell'Ance ha richiamato la necessità di una fare qualcosa per velocizzare i pagamenti e di intervenire per modificare, rendendolo più elastico, il patto di stabilità interna, il presidente provinciale dell'Ance ha annunciato che entro novembre saranno convocati gli stati generali delle costruzioni di Grosseto per tentare di reagire alla crisi. Brizzi ha annunciato che per la prima volta si ritroveranno insieme Ance, Cna, Confartigianato, Lega delle Cooperative e sindacati per fare fronte comune. Nel mirino ci sono la politica e le pubbliche amministrazioni. «I costruttori edili della provincia di Grosseto si aspettano molto di più dalla politica». (en.pi.)
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