Il dolore
La polizia ha sequestrato sei gioielli con il timbro dello Stato, luomo è stato denunciato
Truffa l'agente con l'oro falso
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SEQUESTRATI Sei anelli placcati in oro con il timbro dello Stato Ha chiesto soldi in cambio di un anello per comprare le medicine
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GROSSETO. Una sceneggiatura ben rodata con il bancomat fuori uso e il padre che pur di comprare i medicinali per moglie e figlioletto offre il suo anello d'oro a un passante pregandolo di dargli contanti. Il finale è scritto: il malcapitato intenerito consegna il denaro senza sapere che ha appena acquistato una mezza patacca. Capita però che la vittima della truffa non sia uno sprovveduto ma un agente della polizia in libera uscita. E così l'epilogo cambia con l'uomo denunciato e gli anelli sequestrati. Il film la truffa d'orata va in scena martedì pomeriggio tra cia Lago di Varano e via Senese. Sono le 17 quando al centralino del "113" arriva la segnalazione da parte di un poliziotto della Questura libero dal servizio, il quale poco prima aveva subito una tentata truffa ad opera di un uomo. «È a bordo di una Opel Omega di colore blu con targa estera - ha spiegato l'agente - con lui ci sono anche una donna e un bambino». Lo sconosciuto, del quale veniva data una prima descrizione, poco prima aveva contattato il poliziotto nei pressi del campo sportivo di Via Lago di Varano. «Ho bisogno di soldi in contanti - aveva spiegato alla sua vittima - ho bisogno di denaro per comprare alcuni medicnali per mia moglie. Ho provato a prelevare dal bancomat ma la tessera si deve essere smagnetizzata». È a questo punto che l'uomo avrebbe chiesto all'agente del denaro in cambio della consegna di un anello che, per quanto dichiarato dallo stesso straniero, era in oro giallo. L'ufficiale, capito subito trattarsi di un tentativo di truffa, cercava di di avvisare il 113 per far intervenire una pattuglia della Polizia e nel contempo di fermare lo sconosciuto. Quest'ultimo, che non era mai sceso dall'auto durante il colloquio, ripartiva repentinamente in direzione di via Senese per sottrarsi al controllo. A questo punto una volante della Questura, ricevuta la segnalazione, effettuava dei giri nella zona dell'ospedale Misericordia e successivamente in Via Inghilterra, dove notava un'autovettura Opel Omega di colore blu con targa bulgara ferma, con il conducente intento a parlare con un ragazzo sul marciapiede. A questo punto scattavano gli accertamenti durante i quali sono stai identificati i passeggeri dell'auto e la con la quale il presunto truffatore aveva attaccato bottone. Il giovane che parlottava con gli stranieri, dichiarava essere stato appena avvicinato dall'uomo che gli aveva chiesto di aiutarlo dandogli dei soldi in cambio della consegna di un anello in oro. Prima ancora che la persona accettasse o declinasse la proposta arrivava la pattuglia delle volanti. Nel corso della perquisizione la coppia veniva trovata in possesso di sei anelli tutti identici, che successivamente un perito di preziosi dichiarava essere "di metallo dorato e placcato" e che trattasi non di vile imitazione ma di accurata imitazione". Su tutti gli anelli erano stati impressi i sigilli dello Stato. Per quanto emerso gli anelli venivano sottoposti a sequestro, e la coppia denunciata a piede libero per il reato di tentata truffa. Per un volta la sceneggiatira ha abuto un epilogo diverso. (f.l.)
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