Toscana
Bianchini guida una spedizione a Firenze
A lezione dai veri leghisti per capire come si fa la fusione tra diversi paesi
◗
Marcello Bianchini 2 MINUTI DI LETTURA
ARCIDOSSO. Bianchini e altri andranno ad incontrare, così come avevano già annunciato nei giorni scorsi - il consigliere regionale della Lega per avere informazione sull'iter che hanno seguito alcuni comuni del Nord Italia per arrivare alla fusione, e intanto replicano a Ulivieri che aveva espresso l'opinione di attivarsi per un centro associato di servizi (come vuole la legge), ma si era dichiarato contrario alla fusione fra Castel del Piano e Arcidosso. Bianchini, invece, fa notare a Ulivieri, come lui stesso, prima di diventare sindaco di Castel del Piano, «facesse parte del Comitato per la fusione dei due Comuni. Una volta diventato primo cittadino - osserva Bianchini -, cambiò idea e non venne più alle riunioni». Non soltanto. La lista "Poche chiacchiere" sottolinea anche come Ulivieri, una volta diventato sindaco, «modificò il regolamento comunale e alzò dal 15% al 25% il numero delle firme necessarie per chiedere il referendum consultivo e si allarmò quando vide che erano ben 800 casteldelpianesi ad aver firmato per chiedere la costituzione di un Comune unico con Arcidosso. I Castelpianesi - prosegue Bianchini -, capirono che la fusione avrebbe dato più forza al Comune e avrebbe fatto risparmiare circa 1 miliardo di vecchie lire.; avrebbe aggiunto il contributo del 20% che lo Stato concede ai Comuni che si unificano. I castelpianesi - conclude l'ex sindaco di Arcidosso - hanno capito che Ulivieri difende l'indifendibile, cioè la Comunità Montana». «Per quanto concerne gli stranieri - conclude Bianchini - che hanno contribuito ad annullare le vecchie identità di arcidossini e castelpianesi, sono circa il 20% della popolazione». F. B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
