Villaggio Girasole, due notai fra gli imputati
Pierluigi Sposato
Oggi prima udienza per il frazionamento della struttura turistica
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FOLLONICA. Questa volta, ed è la prima in Maremma, tra gli imputati ci sono anche due notai. Due notai che avrebbero illegalmente consentito il frazionamento de Il Girasole, il villaggio turistico di Pratoranieri che avrebbe dovuto avere una gestione unitaria alberghiera e che invece sarebbe stato venduto "a pezzi" a privati. I due notai - Tito Raimondi, 76 anni, di Sarzana, e Alfredo Mandarini, 55 anni, di Siena, già raggiunti da avviso di garanzia all'epoca delle indagini - sono chiamati oggi in Tribunale a difendersi dalle accuse di lottizzazione abusiva (28 unità abitative) insieme ad altri 17 imputati, citati dal pubblico ministero Maria Navarro: gli altri, elencati nella tabella qui accanto, sono gli imprenditori compartecipi dell'operazione immobiliare. Ciascuno per la propria parte di responsabilità nel caso che ha tenuto banco per mesi, se non per anni. Un caso esploso quando i "proprietari" - sono 44 le persone offese (praticamente tutti toscani di varie province) compreso il Comune di Follonica - si recarono in municipio per pagare Ici e tassa rifiuti: «Ma non è possibile - disse nel 2004 il sindaco di allora, Emilio Bonifazi - perché le tasse devono esser pagate dalla società dal villaggio globalmente e non dal singolo». Esposti, denunce, indagini e raccolta di testimonianze e documenti hanno portato la Procura a chiedere il giudizio per i 19 imputati. La vicenda si era portata dietro anche notevoli implicazioni e complicazioni procedurali e amministrative. Nell'ottobre 2004 il Comune aveva revocato l'agibilità al villaggio a causa della modifica della destinazione d'uso, decisione confermata dal Tar nel gennaio successivo. Nella tarda primavera del 2005 un accordo procedimentale approvato dalla giunta di Claudio Saragosa aveva permesso la riapertura, seppur parziale, della struttura. Perché imputare i notai? Perché avrebbero rogato gli atti pubblici di frazionamento. Raimondi avrebbe consentito a Fantaccione di alienare alla Coop Azzurra 12 fabbricati (settembre 2003) e a Chechile di alienare alla stessa coop altri 16 fabbricati. In tutto, 28 unità abitative. Inoltre, su una superficie di 3.434 metri quadrati sarebbero stati creati 32 sub particelle catastali da 20 metri quadrati ciascuna da destianre a posto auto esclusivo per ciascuno dei 28 appartamenti. Il frazionamento e la vendita a privati secondo la Procura portano invece le date comprese tra il 25 gennaio 2005 e l'11 maggio 2007 e sarebbero stati rogati dai notai Raimondi e Mandarini. Una lottizzazione abusiva, secondo la Procura, un mutamento di destinazione d'uso. Il Girasole avrebbe dovuto invece garantire l'offerta di ospitalità al pubblico mediante una gestione unitaria dei servizi e la fruizione a scopo turistico-alberghiero degli alloggi. Un reato permanente, che sarebbe stato commesso dal settembre 2003 - la prima alienazione - al maggio 2007 - l'ultimo rogito a privato.
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