Il Tirreno

Grosseto

LA LETTERA

Una follia pensare di sparare si studino sistemi alternativi

Mauro Leuci

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In merito all'articolo in cui l'assessore all'agricoltura di Roccalbegna, Antonio Soro, denuncia i danni che gli allevatori subiscono, emergono alcune dichiarazioni che hanno dell'incredibile. Nell'articolo si legge di alcuni suoi amici che stanno prendendo dei cani da pastore, e che questi, poi, formando dei branchi e vagando liberi nei campi potrebbero rappresentare un pericolo per l'uomo.  Ebbene l'assessore dovrebbe ricordarsi che tutti i cani, devono essere iscritti all'anagrafe canina con apposito microchip e, secondo la legge regionale, non possono essere lasciati senza il controllo del suo proprietario. Inoltre racconta di essere a conoscenza di un allevatore che ha realizzato una gabbia "trappola" a chiusura automatica, (con dentro carcasse di agnelli) con lo scopo di catturare dei lupi e invece ha catturato il cane del vicino. Spero vivamente che le autorità competenti verifichino i fatti di cui è a conoscenza. È infatti un reato penale, l'utilizzo e la cattura di animali con trappole. Ma, da questo episodio emerge, cosa più importante, che la maggior parte degli attacchi alle greggi, sono opera di cani e non di lupi: dentro la trappola con le carcasse di agnelli, non c'e' finito il lupo ma un cane. Anche i ricercatori che hanno studiato per anni il fenomeno, hanno dimostrato, piazzando videocamere a infrarossi, che in molti casi, sono i cani randagi ad attaccare le greggi. Il problema è molto complesso e le possibili soluzioni, vanno cercate con aiuti concreti, finanziamenti agevolati, meno burocrazia e risarcimenti rapidi e sicuri agli allevatori. La guerra a un animale che è sempre vissuto (prima dell'uomo) nel nostro territorio, non serve a nessuno.

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