Il Tirreno

Grosseto

Referti truccati, chiesti 3 anni per il radiologo

Guido Fiorini
<b>REFERTI. </b>Un medico guarda i radiogrammi
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REFERTI. Un medico guarda i radiogrammi

Il pm ne vuole altrettanti anche per l'assicuratore, la sentenza a novembre

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 GROSSETO. Tre anni e mezzo per Federico Mannarelli, tre anni per Enzo Betti. Queste le richieste del pubblico ministero, Fabio Maria Gliozzi, di fronte al giudice dell'udienza preliminare Marzo Mezzaluna per il primo processo legato all'"Operazione Pandora".  Un'operazione curata dalla polizia stradala sulle truffe alle assicurazioni sui rimborsi per gli infortuni dovuti a incidenti stradali. Operazione che, fra l'altro, sta andando avanti su nuovi filoni, seguiti dal pm Pizza.  Le richieste sono arrivate in sede di rito abbreviato, per cui il Gup emetterà una sentenza, prevista dopo le repliche il prossimo 19 novembre.  Le accuse ruotano intorno al capo di imputazione principale, la corruzione, e contemplano anche l'accesso illegale ai sistemi informatici (dell'Asl 9, ndr), il falso e il peculato.  In sostanza il tecnico di radiologia Federico Mannarelli, 34 anni, difeso dall'avvocato Roberto Cerboni, è accusato di essersi introdotto nel sistema informatico dell'Asl, aver prelevato alcuni referti, e aver usato i radiogrammi (chiamati comunemente "lastre", ma non ditelo a un dottore... ndr) per falsificare accertamenti per le assicurazioni. In sostanza, anche in presenza di una semplice contusione, secondo la tesi dell'accusa, il Mannarelli avrebbe prelevato dall'archivio informatico un radiogramma compatibile, per età e struttura, che presentava fratture, giustificando così rimborsi gonfiati. In un caso un paziente è stato anche ingessato: radiogramma a parte, è curioso capire come un medico possa ingessare un arto che, a un occhio esperto, non si presenta "rotto". Ma tant'è.  L'assicuratore Enzo Betti, 57 anni, difeso dall'avvocato Cristiano Conte di Roma, è invece accusato di aver offerto soldi al Mannarelli affinché gli indirizzasse i pazienti che il primo aveva visto a radiologia in seguito a incidenti stradali e che avevano bisogno di assistenza nelle pratiche medico-legali.  Tornando al Mannarelli, si sarebbe introdotto abusivamente nel sistema informatico della radiologia utilizzando illegittimamente le password di due colleghi e poi firmando i referti a nome loro, uno dei quali, difeso dall'avvocatessa Giada Algeri, si è costituito parte civile. Per l'Asl 9, invece, l'avvocato è Luciano Giorgi.  Quello di ieri di fronte al Gup è, comunque, solo il primo processo di un'indagine molto ampia, portata avanti su più filoni. I fatti contestati a Mannarelli e Betti risalgono all'aprile del 2007. Ma già nello scorso marzo altre 17 persone, fra cui medici e avvocati, sono stati iscritti nel registro degli indagati.

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