Il Tirreno

Grosseto

Gli islamici eleggono il loro leader

Francesca Ferri
<b>HICHAM ESSAFA </b>Nato il 1/1/1977 nazionalit&agrave; marocchina
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HICHAM ESSAFA Nato il 1/1/1977 nazionalità marocchina

Domenica al voto. Ma l'attuale capo non ci sta: «Fuori dalle regole»

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 GROSSETO. La primavera islamica sboccia a Grosseto. Dopo dodici anni, la comunità che raccoglie magrebini, turchi, albanesi, africani sub sahariani e asiatici, accomunati dalla fede in Allah, destituisce il presidente Mohamed Rhallab, autonominatosi nel 1998, e va alle urne. Domenica prossima si eleggeranno in modo democratico e con votazioni aperte a tutti il nuovo presidente e il consiglio del Centro culturale islamico, il punto di riferimento per l'intera comunità. Una rivoluzione, come la definiscono gli stessi musulmani grossetani, che non si era mai verificata in Toscana e che - dicono i diretti interessati - è una delle prime anche in Italia.  Tre marocchini e un tunisino, i quattro aspiranti presidenti hanno tutti tra i 36 e i 31 anni e si sono autocandidati inviando il curriculum. Ognuno di loro si presenta con una lista di dieci persone da tutti i paesi di religione musulmana rappresentati da cittadini nel territorio, che formeranno la futura giunta. Il consiglio rimarrà in carica tre anni e avrà il compito di rappresentare gli oltre 3mila musulmani della provincia di Grosseto. Affronterà i problemi quotidiani delle persone come l'accesso agli asili e alle scuole, il rilascio di documenti e i grattacapi con la burocrazia e sarà l'interlocutore delle istituzioni locali, un compito di non poco conto fino ad oggi ricoperto dall'attuale presidente, Mohamed Rhallab, in carica da 12 anni.  E proprio intorno a Rhallab è annodata la miccia che ha acceso il nuovo fervore democratico della comunità grossetana. «Rhallab si è dichiarato da solo presidente della comunità islamica grossetana - spiega Anouar Khamiss, uno dei candidati - ma erano tutt'altri tempi. La comunità era molto piccola e i problemi erano più semplici da gestire. Oggi non ci sentiamo più rappresentati da lui e, infatti, in pochi giorni abbiamo raccolto oltre duecento firme per avviare le pratiche per le votazioni. Ogni candidato ha mandato il curriculum e saranno le persone a decidere chi eleggere. È tempo di un cambiamento e, anche per quanto riguarda la mia candidatura, non è importante vincere o perdere: l'importante è cambiare».  Un cambiamento che è condiviso anche dall'autorità religiosa dei musulmani, l'imam Mohamed Dehami, che si è schierato con la comunità e che rimarrà a fianco del consiglio in qualità di guida spirituale. «Ringraziamo per la disponibilità e il lavoro di tanti anni Mohamed Rhallab che ha svolto le funzioni di presidente - spiega l'imam Dehami - ma oggi la comunità, che è composta da centinaia di persone, ha bisogno di rappresentanti che siano eletti da tutti e che rispettino per questo il mandato loro affidato. Gli incarichi di presidente e di membro della giunta non saranno a vita ma verranno rinnovati, sempre con il voto dell'intera comunità, ogni tre anni». Anche l'imam, domenica prossima, parteciperà alle votazioni al centro islamico di via Irlanda 11.  Non vi sarà invece Rhallab. Che tuona: «Le elezioni sono illegali, contro ogni regola della comunità. Il presidente sono io e sono sicuro che non ci sarà nessuna votazione. Ci siamo riuniti appena martedì e si parlava di votare a marzo. Chi dice che si voterà domenica si sbaglia».  Eppure urne e schede elettorali sono pronte, in via Irlanda, per il voto di domenica, e questura e prefettura sono state avvisate, seppur in modo non ufficiale. La rivoluzione, in ogni caso, sembra già scoppiata nella testa delle persone.

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