La manifestazione
Voti alti, bocciata E il sindaco scrive alla Procura
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MANCIANO.Bocciata nonostante i voti alti. Una vicenda che, alla fine dello scorso anno scolastico, è apparsa paradossale al padre di una bambina che frequentava una scuola nel mancianese. Così, nella convinzione che la figlia avesse subito un'ingiustizia, si è rivolto al sindaco di Manciano, Mecarozzi, che ha scritto al Provveditorato regionale, a quello provinciale, a scuola e Procura. È lo stesso sindaco di Manciano, Mecarozzi, a confermare l'accaduto, aggiungendo di non aver ricevuto risposte ufficiali e che, a quanto al momento gli risulta, la bambina, quest'anno è stata iscritta in un'altra scuola. E, infatti è così. La bambina si trova attualmente nell'istituto comprensivo di Albinia dove, dopo un percorso che ha visto coinvolta la famiglia e uno psicologo di fiducia della famiglia stessa, è stata presa la decisione «col pieno accordo dei familiari», sottolinea il preside della scuola di Albia, il professor Renato Befi, di farle seguire il percorso a lei più adatto. Ossia, non la quinta, bensì la quarta elementare. Il caso è nato dal fatto che, nella precedente scuola, la piccola frequentava una pluriclasse (terza e quarta elementare) e che - afferma il professor Befi - aveva, di fatto, seguito il percorso di terza. Insomma, la sua promozione in quinta elementare, così come tecnicamente i voti in pagella le assegnavano, a parere degli insegnanti, non avrebbe fatto il bene della bambina che, invece, aveva seguito con profitto la terza classe. Da qui il passaggio, o meglio, lo stop, nella classe quarta. Lo stesso ispettore scolastico, incaricato di seguire l'intricato caso, dopo aver verificato la difformità tra le decisioni scritte e quelle, poi, assunte (ossia niente promozione nonostante i voti alti), ha condiviso la strada seguita dal preside della scuola di Albinia, al quale si è affidato, purché la decisione presa fosse la migliore per l'alunna. Decisione che, poi, è risultata essere quella che era stata decisa dalla scuola di provenienza. La direttrice della scuola che la ragazzina frequentava fino all'anno scorso non spiega la difformità tra i voti alti e la mancata promozione. Afferma soltanto che la scuola ha agito per il bene della bambina e che, trattandosi, di una minorenne non intende dire niente altro se non che «la scuola si muove sempre con scienza e coscienza» nei confronti degli alunni. Dell'alunna, quindi, si sa, come d'altra parte è giusto che sia, ben poco. Se non che ha perso la mamma da poco, che è figlia unica, che nella scuola che frequenta attualmente - è lo stesso preside ad assicurarlo - si trova bene, e che, per lei, si è mosso mezzo mondo. Non capita a molti scolari che il sindaco chieda al procuratore chiarimenti su una bocciatura.
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