Il dolore
«Grazie, Luzzetti: un grande dono»
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MECENATE Gianfranco Luzzetti Gli Amici del centro storico sulla collezione che darà prestigio alle Clarisse: «Altro che mostre-pacchetto preconfezionate...»
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GROSSETO. Grosseto si accorge del tesoro che sta per ricevere in dono: «L'associazione Amici del Centro Storico - si legge in una nota firmata dal presidente, architetto Roberto Aureli - plaude all'iniziativa dell'antiquario Gianfranco Luzzetti, che lascerà la sua ricchissima collezione di opere d'arte alla nostra città, nella prestigiosa sede del vecchio Convento delle Clarisse». Un applauso che sarà certo assai di conforto a Luzzetti, il quale - appena tre anni fa - fu bersaglio di feroci critiche dell'opposizione di centrodestra, secondo la quale il Comune di Grosseto spendeva troppi soldi per questo progetto. «Tale gesto - scrive invece Aureli - oltre a innalzare il livello qualitativo dell'offerta culturale della città, denuncia quell'attaccamento al proprio territorio che già lo scrittore Giovanni Papini esaltava quando descriveva lo stato d'animo di chi, nonostante le manchevolezze o le bruttezze del luogo natìo, non poteva sottrarsi al richiamo che i luoghi dell'infanzia e della fanciullezza esercitano per sempre. Spero che la nostra comunità sappia rendere giusto onore alla qualità delle opere, allestendo al meglio il materiale donato con adeguati sforzi economici, ma sappia anche essere riconoscente alla persona di Gianfranco Luzzetti magari candidandolo ad un alto riconoscimento cittadino». E il riferimento al Grifone d'oro appare evidente. «Il suo gesto pemetterà di avere finalmente una collezione veramente originale, di altissimo valore culturale, che se ben fruita, con orari di apertura serale e notturni nel periodo estivo, incentiverà anche quel turismo di qualità che la nostra associazione auspica. Al contrario di quello che avviene oggi, purtroppo con la proposizioni di mostre-pacchetto già confezionate che denunciano proprio quella mancanza di "particolarità" che, invece, sarà senz'altro rinvenibile nella lettura della decennale raccolta d'arte». E anche qui il riferimento - stavolta al vetriolo e rivolto a Mirò - è assai poco dissimulato.
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