La manifestazione
Fusione Comuni, levata di scudi
Fiora Bonelli
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MUNICIPI. Sopra Castel del Piano A fianco quello di Arcidosso Il sindaco Mambrini e Franco Ulivieri contro Bianchini
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ARCIDOSSO. «La fusione dei Comuni è cosa superata; bisogna lavorare per dare corpo alle gestioni associate dei Comuni, così come impone la Legge Tremonti, ma dobbiamo lavorare tenendo conto di situazioni continuamente in trasformazione e nel rispetto della storia di ciascuna comunità». Lo affermano il presidente della Comunità Montana, Franco Ulivieri, e il sindaco di Castell'Azzara, Marzio Mambrini, commentando la fusione fra Castel del Piano e Arcidosso lanciata 10 anni fa dall'ex sindaco di Arcidosso, Marcello Bianchini, e oggi rilanciata con sia dall'esponente della minoranza di Castel del Piano Sandro Ginanneschi (che pensa ad una consultazione referendaria), che da quello della minoranza arcidossina Michele Nannetti. E mentre Bianchini esulta e già pensa ad un nuovo referendum fra la popolazione, che secondo i suoi conti sarebbe pronta a questo "matrimonio", Ulivieri, invece, fa una riflessione diversa, che bilancia storia millenaria e novità socioculturali dei paesi amiatini. «Si semplifica, sulla carta, una problematica legata al bisogno di risparmio che non giustifica l'azzeramento della storia intima di due o più territori. Sarebbe un danno di affetto, perché la storia di ogni comunità è una ricchezza, un patrimonio per tutti, anche per gli immigrati che sono arrivati da poco e che non hanno certo modificato la sostanza della storia delle comunità. E' vero che la nostra società si sta trasformando, ma questo non significa che siamo pronti ad un colpo di spugna alle nostre ricchezze comunitarie. Lavoriamo invece, afferma Ulivieri, sui Centri servizi associati. Anche centri politici associati, se necessario, per discutere strategie e scelte. Questa è l'unica maniera per partecipare al cambiamento in atto. Guai a fotografare passivamente un sistema passato. Sappiamo bene quanto veloce va il mondo e noi infatti stiamo lavorando su modelli di area. Le recenti risorse ci sono arrivate in quanto area amiatina. Per cui direi: mantenimento dei Comuni e creazione intelligente di Centri di servizi associati. Per realizzarli c'è bisogno di darsi da fare, di incontrarsi, di riflettere insieme. È l'unica strada per rispettare capoluoghi, frazioni e la loro necessità di essere globalmente rappresentati e di avere servizi sufficienti e efficienti». Stessa posizione del sindaco di Castell'Azzara Marzio Mambrini, che aggiunge: «La fusione è in controtendenza rispetto alla vocazione toscana che punta sulle municipalità e sui piccoli comuni. Se io penso a quanto Castell'Azzara ha lottato per tornare ad essere Comune autonomo, e quanto la comunità senta l'appartenenza al suo paese e alla sua storia, mi sembra che cassare la municipalità castell'azzarese sarebbe come cassare la stessa comunità. E sono certo che la maggioranza della popolazione la pensa così».
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