Attenzione
Ecco il corso per... maggiordomi
Francesca Ferri
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AL CINEMA. Maggiordomo famoso: Anthony Hopkins in Quel che resta del giorno Lo organizza la Provincia, ma Agresti non ci sta
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GROSSETO. Chi ama il genere famiglia Addams non potrà che aspirare ad essere il novello Lurch; se il padrone di casa la notte veste i panni dell'uomo pipistrello bisognerà affidarsi al modello Alfred. Se, infine, si finisce a lavorare da un lord inglese, il profilo dovrà essere quello impeccabile e devoto alla Stevens, alias Anthony Hopkins di "Quel che resta del giorno". Qualsiasi tipo di maggiordomo vogliate diventare, l'occasione c'è e la offre la Provincia di Grosseto con un corso di formazione che - si augurano a palazzo Aldobrandeschi - partirà entro aprile 2011. È uno dei corsi che la Provincia organizza ogni anno, ma non a tutti è piaciuta l'idea di spendere soldi pubblici, in questo caso 60mila euro, per favorire la creazione di una figura professionale disegnata su misura per una fetta di società che più d'élite non si può. In tempi di crisi come questi, troveranno lavoro i futuri maître di palazzo? Se lo sono chiesti il vicepresidente della commissione regionale allo Sviluppo economico Nicola Nascosti, consigliere regionale del Pdl, e il suo collega Andrea Agresti, che hanno presentato ieri un'interrogazione alla giunta regionale per chiedere come mai «la Provincia di Grosseto abbia ritenuto di destinare tali risorse per un progetto che difficilmente trova corrispondenza con le caratteristiche della locale disoccupazione». Per capire la questione, occorre fare un passo indietro. Ogni anno la Provincia svolge indagini sul territorio per capire di che tipo di figure professionali ha bisogno il mondo del lavoro. Stanzia quindi dei soldi per organizzare corsi di formazione destinati a disoccupati e neodiplomati ed emana un bando rivolto ad agenzie private che hanno il compito di organizzare i corsi. Quest'anno, oltre a formare artigiani, operatori turistici, esperti di cura della persona, di agroalimentare e di nautica, si formeranno, appunto, dei maggiordomi, un profilo non molto comune nel Grossetano. Il corso, come gli altri, ancora non è attivato perché, nonostante il bando sia scaduto il 20 settembre scorso, al settore formazione della Provincia non hanno aperto le buste con le offerte. Dunque, ancora non si sa se qualche agenzia si sia fatta avanti. Agresti e Nascosti, però, giocano d'anticipo e sollevano più di un dubbio. «Non ci sembra - spiega Nascosti - che in Maremma ci siano grosse opportunità per chi diventa maggiordomo. Meglio sarebbe stato puntare sulla metallurgia, in virtù della presenza della Lucchini». Anche se le acciaierie sono in provincia di Livorno? «C'è sempre un indotto importante - spiega Nascosti - e comunque per iscriversi servono competenze troppo alte come conoscere due lingue, mentre i corsi di formazione dovrebbero rivolgersi a chi ha una preparazione più di base». La Regione ha 60 giorni per chiarire se la Provincia ha fatto bene a programmare un corso così; se, in sostanza, aiuterà qualcuno a trovare lavoro o poteva invece investire i soldi altrove. Ma, ancora più eloquente sarà il giudizio degli aspiranti Lerch, Alfred e Stevens che, magari, sono già corsi a procurarsi guanti bianchi e tight.
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