Il dolore
«Ci servono 15 milioni»
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VICESINDACO. Paolo Borghi Patto di stabilità regionale, parla Paolo Borghi «Se ce li daranno, li spenderemo tutti»
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GROSSETO. «Abbiamo chiesto 15 milioni di euro e se ce li daranno li spenderemo tutti». L'assessore al bilancio del Comune, Paolo Borghi, non fa previsioni su quanto toccherà al capoluogo dei 60 milioni di euro messi dalla Regione nell'accordo per il patto di stabilità regionale firmato lunedì sera. Una buona metà dei 15 milioni richiesti li ha già spesi e ad oggi il Comune sarebbe fuori dal patto per circa 7 milioni, tanto che da agosto l'assessore Borghi ha bloccato tutti i pagamenti, proprio in attesa di sapere se anche per quest'anno il Comune avrebbe potuto contare sulla disponibilità della Regione. Alla fine le Province sono state escluse e per i Comuni è stato un sospiro di sollievo. Anche perché la disponibilità della Regione quest'anno si è ridotta da 100 a 60 milioni e le richiese sono aumentate. «Ci risultano essere quasi il triplo rispetto alle disponibilità» dice Borghi che, comunque, non dispera, visto che «tra gli enti che hanno fatto richiesta ce ne sono, sicuramente, che non rispettano tutti i requisiti previsti dalla normativa: il rispetto del patto di stabilità nel 2008, la media della spesa corrente nel 2009 che deve essere inferiore alla media dell'ultimo triennio e poi il rispetto del rapporto tra numero dei dipendenti e popolazione», i tre criteri che hanno messo fuori gioco le Province, compresa quella di Grosseto che non è in regola con il rapporto dipendenti-popolazione. Borghi non nega che un po' di preoccupazione in più ci sarebbe stata se anche le Province fossero state della partita. «La preoccupazione, in realtà - dice Borghi - era che alla fine a questa misura potessero accedere un po' tutti, senza una regola». Così non è stato, ma se a piazza Dante si tira un sospiro di sollievo, a palazzo Aldobrandeschi resta l'amarezza di aver ottenuto solo briciole, perché le Province hanno incassato solo l'impegno della Regione ad anticipare i trasferimenti del 2011 per una metà dei 45 milioni di euro che erano stati richiesti e a riprendere la concertazione, sin da ottobre, per rivedere la legge regionale sul patto di stabilità per il 2011. «Conosco perfettamente le difficoltà e i problemi del mio collega Balocchi - dice Borghi - e sono anche solidale con lui, ma non era pensabile che non si applicasse a livello regionale la normativa nazionale. E comunque non c'è dubbio che questa stia diventando una guerra tra poveri». L'obiettivo, per Borghi, è puntare ad una modifica dei parametri stessi del patto di stabilità. «Ci sono Comuni che magari fanno riferimento al governo di centrodestra e che avranno benefici da questa iniziativa regionale: fa piacere - conclude l'assessore - ma sarebbe il caso che tutti ci attivassimo per una modifica di questi criteri pazzeschi, del patto di stabilità». (e.p.)
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