Il Tirreno

Grosseto

Una grossa mano spunta dalla strada

Gabriele Baldanzi
<b>LA MANO </b>in alcune immagini tratte da un video
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LA MANO in alcune immagini tratte da un video

Artisti burloni fra Ribolla e Tatti: la scultura piazzata in una buca

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 GROSSETO. Un'enorme mano che esce dalle viscere della terra, che sembra aggrapparsi ad una crepa nell'asfalto nel disperato tentativo di risalire in superficie. Per qualche giorno chi ha percorso in auto il tratto della provinciale che collega Ribolla a Tatti avrà senz'altro notato questa "creazione artistica".  Creazione che spiccava all'interno del provvisorio cantiere che delimita una frana a valle della strada.  A dire la verità non si tratta di una frana qualunque ma di un vasto movimento (una quindicina di metri) che, all'altezza di una curva, dopo le precipitazioni piovose dell'inverno 2009, ha letteralmente ingoiato una corsia della strrada provinciale creando un pericoloso imbuto.  Non solo. «La delimitazione dell'area di frana - fanno notare alcuni abitanti di Tatti - è priva di impianto semaforico a l'alternanza del traffico è affidata all'occhio del viaggiatore». Insomma una situazione di pericolo.  E proprio l'aspetto del pericolo, probabilmente, si voleva evidenziare con la posa della manona in simil-vetroresina, che - fino alla sua rimozione - quasi "costringeva" i veicoli in transito a fermarsi per capire...  L'autista di un pullman della Rama, che - dicevamo - percorre la tratta Ribolla - Collacchia - Tatti per poi proseguire verso altri centri delle Colline Metallifere, fu il primo, nei giorni scorsi, ad accorgersi del "tocco" artistico sulla frana.  «Era sabato - racconta - e, passando con l'autobus quasi mi spaventai alla vista di quella mano. Mi ricordo che ci fermammo per capire cos'era. Poi ci sono ripassato fuori dall'orario di lavoro e insieme a un amico abbiamo anche fatto un video. Era un abbinamento azzeccato, quasi perfetto. E la mano fatta sicuramente da qualcuno in gamba. Sembrava la location di un film catastrofico».  Un paio di giorni dopo la mano non c'era più. Rimossa. Ma a Tatti si è continuato a parlarne.  Si fanno delle supposizioni su chi può aver avuto l'idea ma niente nomi.  «Anche perché la posa, in quel modo - spiega un anziano - ha presupposto un minimo di lavoro all'interno dell'area di frana e quindi l'ingresso nella zona delimitata da tecnici e operai della Provincia. In tanti hanno fatto delle fotografie e dei filmati. Magari se ne parlate sul giornale qualcuno si fa avanti per rivendicarne la creazione».  

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