La manifestazione
«Ora la politica dia delle risposte»
Guido Fiorini
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CCIAA. Gianni Lamioni presidente della Camera di Commercio; a sinistra mentre taglia il nastro alla fiera del vinoTurismo, area vasta, economia: Lamioni suona la sveglia alla Maremma
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GROSSETO. Turismo, edilizia, autostrada, area vasta, rilancio dell'economia, impegni della politica: Gianni Lamioni, presidente della Camera di Commercio, ne ha per tutti. Sarà la carica per la prima vittoria importante della "sua" Fiorentina (e lui domenica era al Franchi...), sarà l'aria frizzante di questo delizioso settembre maremmano, certo è che il numero uno dell'ente camerale non perde l'occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Prima di tutto sugli impegni che la politica, a livello locale e regionale, deve prendersi, qualcosa in più delle solite promesse, o dichiarazioni d'intenti. E poi sullo sforzo che la Cciaa sta facendo per sostenere un'economia che ancora stenta a vedere la luce in fondo al tunnel. Presidente, l'economia boccheggia ancora. «Stiamo soffrendo molto, anche in Maremma. Anche se si cominciano a vedere i primi timidi tentativi di ripresa. Va detto, però, che qui da noi abbiamo resistito meglio che altrove, in quanto non abbiamo un unico settore. E abbiamo la ricchezza delle nostre piccole e piccolissime aziende, sono 31mila su 220mila abitanti. Restano il vero motore della nostra economia. In questi tempi parlo con gli altri presidenti camerali della Toscana, altrove la situazione è assai più drammatica». La Cciaa cosa sta facendo? «Abbiamo investito 2,5 milioni, il 40% delle nostre entrate, nessuno fa così tanto. Una metà per interventi tampone, per sostegno al credito, per incentivare l'occupazione. In pochi lo sanno, ma 67 aziende, con i nostri finanziamenti, hanno assunto una persona a tempo indeterminato. Per l'agricoltura abbiamo riportato a Grosseto il servizio di "repressione frodi" e ripristinato l'assicurazione contro gli agenti avversi. E poi penso ai progetti per il vino, ai bandi per i voli dalla Russia, con circa 13mila pernottamenti quest'anno. L'altra metà è andata in progetti per lo sviluppo, dall'internazionalizzazione, alla formazione per l'export». Agricoltura, vino, turismo: risorse fondamentali per la Maremma. «Noi ci crediamo. Maremmawineshire ha portato il mondo in Maremma, ora la "esportiamo" a Milano, in novembre. Nel 2011 sarà anche "food", non solo "wine". Il tutto in piena condivisione con l'amministrazione provinciale». Ma le istituzioni non sempre danno le risposte giuste. Ci sono nodi irrisolti. «Ce ne sono tanti, troppi. E io mi aspetto delle risposte dalla politica, anche in tempi brevi. Parto proprio dal turismo. L'ipotesi, per risparmiare qualcosa, di chiudere l'Apt è una follia. Proprio non se ne parla. Fa piacere stare sotto il marchio "Toscana", sia chiaro, ma noi abbiamo il nostro brand "Maremma" che deve essere valorizzato in modo autonomo. E l'asse Chelini-Tapinassi sta lavorando benissimo. Il nostro è un territorio straordinario e non può stare in un contesto unico, sotto Toscana Promozione. Se proprio vogliono risparmiare, chiudano Toscana Promozione». Eppure la Maremma è vista sempre nel contesto di un'area vasta, con Arezzo e Siena. «Anche questo è un errore pazzesco. Anche qui la politica deve farsi sentire. Non possiamo essere inseriti in questo contesto e fare sempre la figura del vaso di coccio fra i vasi di ferro. Si cambino i criteri di valutazione. La Maremma è già, di per sé, un'area vasta. Vastissima direi. Ma è penalizzata dal fatto di avere pochi abitanti, che poi è l'unico indice di valutazione. Il risultato è che nell'area vasta dei rifiuti Arezzo e Siena fanno la parte del leone, nell'acqua la presidenza è a Siena, nella sanità le risorse si dividono sulla base degli abitanti, ora anche nell'istruzione, il provveditore viene da piazza del Campo. Non è possibile. Si inserisca anche il dato dei kmq di territorio, per valutare i pesi delle province». L'economia. In Maremma pesa molto l'edilizia. «Chi diceva che era economia di serie B si deve ricredere. È il nostro manifatturiero e ora, con il mercato fermo, sente la crisi. Io sto con Fusini (presidente di Cna, ndr) quando dice che gli enti pubblici e le società partecipate devono escludere gli appalti al massimo ribasso, oltre al 40%. E devono tutelare le imprese locali, magari usando il "sottosoglia", cioè spacchettando i grandi interventi in lavori più piccoli da assegnare. Tutti dicono "va bene, è giusto", ma ancora non si fa. Dobbiamo aspettare ancora molto?». Fra poco, assicura Matteoli, partiranno i cantieri della Tirrenica. «Quando leggo che ancora si discute sul tracciato, resto allibito. La Tirrenica è fondamentale, a questo punto si deve andare al passaggio successivo. La politica deve chiedere elementi di garanzia a Sat, affinché la parte del leone nei lavori la facciano le imprese locali. Chiedo un impegno chiaro». Altro tema caldo sono le rinnovabili. «Caldo e curioso. Perché per anni si è parlato di energie rinnovabili, della necessità di investirci. Tutti d'accordo. E ora che ci sono gli strumenti normativi, sento critiche ai pannelli, alle pale dell'eolico. Insomma, sia chiaro, indietro non si torna. Anche se sono fermamente convinto che, in agricoltura, il fotovoltaico debba essere attività complementare». Progetti per il futuro? «Stiamo lavorando, in concerto con la Provincia, a un piano per la nautica. Dovrebbe essere un settore trainante per la nostra economia, ma ancora non sfonda. Eppure siamo la provincia toscana con più chilometri di costa e abbiamo più del 50% dei posti barca della Regione, ma non sappiamo sfruttare fino in fondo questa opportunità. Penso sia l'ora di darsi una bella svegliata».
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