Il prezioso metano nel mirino della società Ies
Idrocarburi gassosi: da Ribolla a Grosseto, la caccia continua
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RIBOLLA. Prima hanno esplorato il sottosuolo nel cuore del parco minerario delle Colline Metallifere, a Ribolla, paese reso tristemente celebre dalla tragedia mineraria del 1954 (oltre 40 morti per l'esplosione del grisou in un pozzo). Ora stanno per spostarsi alla periferia di Grosseto, vicino al Terzo, località Casoni. La società Independent Energy Solutions srl ha cercato e sta cercando idrocarburi gassosi nelle viscere della Maremma amara. L'idea, a partire dal 2020, è quella di rinchiudere anidride carbonica nei pozzi utilizzati per lo sfruttamento del cosiddetto metano residuo. Le due cose sono strettamente collegate. Sì, perché insieme all'estrazione del metano la Independent vorrebbe realizzare, tra i 700 e gli 800 metri di profondità, un impianto di stoccaggio di Co2. Già nel 2006 all'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia si parlava di Ribolla, di Grosseto, della Maremma come del primo laboratorio italiano salvaclima. «Un'operazione - spiegavano gli esperti - a rischio zero per la salute dei cittadini (che anzi, avranno in questa zona un'aria completamente ripulita da emissioni nocive), con un impatto ambientale nullo». Anche in questo caso i lavori di esplorazione (seppure minimamente invasivi) sono stati autorizzati. In questa fase l'obiettivo - come si legge negli atti presentati lo scorso 21 luglio all'ufficio ambiente del Comune capoluogo - è quello di "accertare la presenza di formazioni lignitifere contenenti gas metano coltivabile a bassa pressione e accumuli di idrocarburi gassosi di tipo convenzionale. Per comprendere le ragioni del nostro interesse - spiegano i tecnici della Independent - bisogna prima di tutto avere chiaro lo scenario energetico mondiale: i combustibili fossili presto si esauriranno e l'unica certezza è che avremo costi sempre più alti. Non solo. Il loro uso indiscriminato sta compromettendo in modo irreversibile il nostro pianeta. L'obiettivo, quindi è incrementare le fonti innovative». E Ies sta lavorando, appunto, alla scoperta di fonti di energia completamente nuove, facendo leva su un forte sostegno pubblico nell'incrementare questo tipo di attività.
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