Il Tirreno

Grosseto

«Gruppo autonomo in Provincia»

Gabriele Baldanzi
<b>FINIANA. </b>Laura Cutini
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FINIANA. Laura Cutini

Laura Cutini alla guida dei fedeli a Gianfranco Fini

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 GROSSETO. Sparta e Atene, ultimamente, piangono insieme. Se il Partito democratico vive la fase precongressuale tra documenti, direzioni, rinunce e segretari introvabili, nel Pdl i finiani lavorano per mettere le gambe al progetto Generazione Italia.  Laura Cutini è il leader provinciale di un drappello di uomini e donne che - a parte un paio di eccezioni (Andrea Di Meglio e Francesca Scopelliti) - risultano nomi sconosciuti alla vita politica locale.  Cosa pensa della vicenda Montecarlo e delle ultime parole di Fini?  «Mi pare che Fini sia sempre stato coerente nelle sue dichiarazioni. Ha detto ciò che a lui risulta. Peraltro sul piano etico c'è di peggio...»  Come è andata a Mirabello?  «Siamo riusciti a fare un pullman da Grosseto. Hanno risposto simpatizzanti e militanti da Orbetello, Castiglione, Follonica, Scansano, oltre che Grosseto. È stata una giornata storica».  C'erano Di Meglio e la Scopelliti?  «Di Meglio no, la Scopelliti è venuta da Reggio Calabria, per conto suo. Ci siamo trovati su».  Avete ancora la tessera del Pdl?  «Non mi piace, in questa fase, parlare per gli altri. Certo, l'intenzione è restare nel Pdl in una posizione di minoranza. Ci mancherebbe. Per quanto mi riguarda mi è sembrato giusto invece comunicare ai vertici del Pdl grossetano la mia rinuncia a far parte del coordinamento e della commissione elettorale».  E in consiglio provinciale cosa farà?  «Per il momento siamo in stand-by, ma l'intenzione è di andare da sola. Il seggio in Provincia l'ho conquistato con preferenze personali. Non appena ci saranno le condizioni convocherò un incontro con i giornalisti per annunciare il gruppo autonomo e spiegare le ragioni di questa scelta».  Agresti qui in Maremma usa toni concilianti con i dissidenti finiani. Non vuole lo strappo.  «Non ho nulla contro Luca Agresti e neppure noi vogliamo lo strappo, ma dobbiamo e vogliamo guardare oltre il Pdl. Da troppo tempo, dai giorni del Predellino, c'erano due centrodestra».  Dei tre candidati Pdl che hanno dato la disponibilità a misurarsi per il ruolo di sindaco (Ginanneschi, Carlotti e Lolini) lei chi preferisce? A chi si sente più vicina?  «Per me pari sono. Davvero. Peraltro il metodo, la procedura, è stata da me seguita fino ad un mese fa e ritengo che non sia conclusa. Mi sono dimessa dal Comitato che avrebbe dovuto vagliare le proposte di candidatura ma mi resta il dubbio su quali parametri si baserà la scelta».  Come vi state organizzando?  «Stiamo uscendo dalla Rete per strutturarci. Presto a Grosseto costituiremo un circolo giovani, mentre stiamo lavorando ad un'iniziativa di presentazione ufficiale di Generazione Italia a Grosseto, alla quale dovrebbe intervenire o l'onorevole Briguglio o Italo Bocchino. Siamo già presenti a Castiglione (tira le fila Giorgio Seri) e a Orbetello (Noferi)».  In questi comuni, come a Grosseto, si vota a primavera...  «È prematura ogni considerazione. Quello che deve essere chiaro è che io non voto a sinistra, non sono di centrosinistra. Credo e spero che a livello locale ci possa essere spazio per condividere programmi e candidati con coloro a cui siamo più vicini. Sono molto fiduciosa sui possibili futuri scenari elettorali e politici».

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