Il Tirreno

Grosseto

Due maremmani ai mondiali

Enrico Pizzi
Emilio Bicocchi
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Emilio Bicocchi

In Kentucky in sella Bicocchi e Grassi: «È storico»

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 GROSSETO. «Due maremmani ai mondiali di equitazione è un fatto storico per la Toscana e per la Maremma». Il delegato provinciale e consigliere nazionale della Federazione italiana sport equestri Federico Forcelloni non ha dubbi nel definire "fatto storico" la partecipazione di due cavalieri maremmani ai mondiali di equitazione che si disputano in questi giorni a Lexington, in Kentucky. Lo scarlinese 34enne Emilio Bicocchi e il 32enne grossetano Gabriele Grassi, infatti, sono stati scelti per difendere i colori azzurri nel salto ostacoli. «Emilio - dice Forcelloni - è cresciuto nella sua scuderia di Scarlino, è un cavaliere di punta, di grande esperienza, con i suoi due titoli italiani e la partecipazione a un'olimpiade alle spalle, e probabilmente è anche il cavaliere più in forma in questo momento: due settimane fa ha vinto il Gran Premio a Madrid». E poi c'è Gabriele Grassi. «Anche lui è in grande forma in questo momento - dice Forcelloni - ed è un ragazzo che viene dalla gavetta: è nato a Grosseto, ha iniziato a montare da bambino al Poponaio, con Rodolfo Angiolini, poi è cresciuto, ha fatto tanti sacrifici, è andato anche all'estero a fare esperienza, ha avuto come istruttore Daniele Del Marco, un grande cavaliere oggi sulla sedia a rotelle. Insomma, Gabriele è un po' l'esempio della svolta per tanti ragazzi che praticano questo sport... se oggi lui va a Lexington è solo merito suo».  Il fatto eccezionale di avere due cavalieri maremmani nella squadra italiana ai mondiali di equitazione è anche l'occasione, per Forcelloni, per fare una riflessione sullo stato di salute dell'equitazione in provincia di Grosseto. «Sta andando alla grande Isabella Grechi - dice - fa dei bei percorsi e di recente, a Bagnaia, ha fatto un secondo e un terzo posto nel concorso internazionale a una stella di Bagnaia, e poi ci sono tanti giovani dei circoli ippici che vanno bene. Però, per crescere c'è bisogno anche che i circoli ippici facciano al loro parte: quando parlo con i presidenti dei circoli ippici, li invito a uscire dalla Toscana, ad andarsi a confrontare nel Lazio, in Emilia. Lo so che è un costo, ma vale al pena confrontarsi e qualcuno ci sta dando ascolto e ha cominciato a uscire, e questo fa crescere i cavalieri e la disciplina equestre».  E poi c'è il mondo della scuola che potrebbe essere avvicinato al cavallo. «Attivare il rapporto con le scuole è molto importante - dice Forcelloni - su Roma è partita un'iniziativa grandiosa per avvicinare le scuole ai pony e ai cavalli e a Grosseto c'è un progetto e deve essere concluso con il Coni provinciale: l'idea è che il circolo ippico, con una convenzione con il provveditorato, possa portare i pony, con un animatore preparato, nelle scuole elementari che hanno anche un piccolo giardino, in modo da fare le prime attività di avvicinamento al cavallo. Le spese le sosterrebbe la federazione».

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