Il Tirreno

Grosseto

Autovelox svizzero, guai puntuali

Federico Lazzotti
Autovelox svizzero, guai puntuali

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GROSSETO. In Svizzera, qualche anno fa, invitavano gli immigrati a restare a casa attraverso campagne pubblicitarie choc. Per tenere a bada gli automobilisti indisciplinati che viaggiano tra un cantone e l'altro, da qualche tempo hanno trasformato l'eccesso di velocità in un illecito penale. E chi non rispetta le regole rischia grosso: multe salate, fino al divieto di rientrare nel Paese del cioccolato per i turisti.

La soluzione? Pagare centinaia di euro per oblare il reato. Lo sanno bene i sette grossetani che nell'ultimo mese e mezzo si sono visti recapitare la richiesta di comparizione davanti dalla polizia giudiziaria per essere identificati e interrogati su «rogatoria internazionale».  A qualcuno di loro deve essere venuto un calo di pressione dopo aver visto l'avviso del tribunale nella cassetta della posta. «È pregato di presentarsi entro il giorno tale negli uffici della pg della polstrada».  Quando i sette maremmani, ora indagati, si sono seduti negli uffici al quinto piano della Questura si sono visti presentare davanti una scheda come quella che pubblichiamo qui accanto. Stampata sopra la foto frontale della macchina e due fermo immagini più piccoli: il primo con la targa, il secondo con l'immagine dell'abitacolo visto da più vicino, tanto da poter vedere la faccia sia del conducente che dell'eventuale passeggero.  «La maggior parte di queste contravvenzioni - spiegano dalla Questura - sono state contestate nel Canton Ticino tra la fine del 2009 e il 2010». In particolare si tratta dell'Autobahn 2, l'autostrada San Gottardo che collega il Canton Uri con il Canton Ticino. Nella scheda allegata al fascicolo, oltre alle foto dell'auto, ci sono tutte le voci del fattaccio: limite di velocità in quel tratto, velocità, tolleranza e la contestazione. Uno degli automobilisti pizzicati dall'occhio elettronico, ad esempio, stava viaggiando a 117 all'ora in un tratto con limite di 80. Fatti due conti e tolti i 4 chilometri orari di comporto si arriva ai 33 km/h contestati.  «Adesso - spiegano dalla alla polstrada - a tutti e sette gli automobilisti abbiamo consigliato di fare l'oblazione per non avere conseguenze peggiori». Non tutti pagheranno la stessa cifra: si va da un minimo di 49 euro a un massimo di oltre 300. I rischi? Chi non paga rischia la condanna. E il giorno in cui si dovesse ripresentare in Svizzera rischierebbe di non poter entrare a meno che non voglia scontare la pena.

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