Attenzione
Pitigliano accoglie il vescovo
◗
BORGHETTI. Guiderà la diocesi di Pitigliano Sovana e Orbetello Oggi celebrazione solenne alle 16 in piazza della Repubblica
2 MINUTI DI LETTURA
PITIGLIANO. Oggi monsignor Guglielmo Borghetti, farà il suo ingresso a Pitigliano. Guiderà la diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello. La celebrazione è in piazza della Repubblica dalle 16. Prima della celebrazione del ministero pastorale, è in programma (alle 15) la visita al Santuario della Madonna delle Grazie in Pitigliano; alle ore 15,30, accoglienza in piazza Garibaldi per il saluto delle autorità. I bus provenienti dalla regionale 74 da Manciano saranno deviati in località 4 Strade verso destra, sulla regionale 74 Bis del Pantano fino a località "La Rotta" dove si immetteranno nuovamente nella regionale 74 fino a Pitigliano, alla stazione di servizio Agip gireranno a sinistra in via S. Anna, poi ancora a sinistra in via Brodolini fino a piazza Nenni dove è prevista la zona di sosta. Le auto provenienti da qualsiasi direzione giungeranno invece nella zona nuova del paese, e potranno posteggiare in tutte le aree di sosta esistenti. Inoltre sarà disponibile anche una zona di sosta straordinaria su un prato che si trova alla fine di via Gramsci, nelle immediate vicinanze della caserma del Carabinieri. A Pitigliano, dove sono attesi moltissimi fedeli, oggi, quindi, è festa grande. Il nuovo vescovo è originario di Avenza, ed è stato, a lungo, parroco a Montignoso. Domenica scorsa, monsignor Guglielmo Borghetti ha celebrato messa nella chiesa di San Pietro di Avenza, la sua parrocchia di origine, prima di raggiungere la sua diocesi in Maremma. Il sacerdote avenzino è primo vescovo carrarese dopo tre secoli, dai tempi di G. Francesco Tenderini, vescovo di Civita Castellana e Orte (1668 - 1739), poi beatificato. «Pochi sanno che anche la stessa Avenza, quattro secoli fa, ha dato alla Chiesa un alto prelato - scrive lo storico avenzino Pietro di Pierro - Si tratta di Giovanni de Rossi, a cui è stata pure dedicata una strada. Gerini narra che Giovanni di Galeazzo de Rossi di Avenza iniziò il suo percorso ecclesiastico ad Amelia di Romagna e, per le sue capacità riconosciute, fu chiamato a Roma dove, dapprima fu cappellano della cancelleria apostolica tra il 1539 e il 1543, poi, nel 1546 tesoriere della Datària di Paolo III e, infine, dal 1550 Tesoriere Apostolico. In pratica una specie di Ior del XVI secolo. Morto nel 1556 fu sepolto in Santa Maria sopra Minerva. Oggi, per la Chiesa, i tempi non sono quelli critici del Concilio di Trento, tuttavia le difficoltà non mancano». Ma al vescovo Borghetti le doti per affrontarle non mancano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
