Il Tirreno

Grosseto

Muore dopo 8 mesi di agonia

 Elisabetta Giorgi
<b>SCHIANTO </b>In via De&#146; Barberi a febbraio  <b>VITTIMA </b>Mario Innocenti 71 anni
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SCHIANTO In via De’ Barberi a febbraio VITTIMA Mario Innocenti 71 anni

Investito sulle strisce è deceduto dopo aver girato tre ospedali

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 GROSSETO. Ha combattuto tra la vita e la morte per 231 giorni ma alla fine si è dovuto arrendere all'età e alle ferite. È morto dopo quasi otto mesi di agonia Mario Innocenti, pensionato grossetano che a febbraio era stato travolto sulle strisce in via de' Barberi da un'auto condotta da un carabiniere. Grossetano, classe '39, ex muratore, ha concluso il calvario all'ospedale Misericordia dopo cure interminabili tra Grosseto, Siena e Volterra nel tentativo di salvarlo.  Celibe, senza figli, viveva con una delle sue quattro sorelle alle porte del capoluogo, in località Gli Sfrattati. Una vita semplice divisa tra il bocciodromo di via Ximenes e il centro anziani Roberto Ciabatti (al civico 55 di via de' Barberi) da lui considerato un po' la sua seconda dimora, il rifugio in cui trascorrere le giornate insieme a decine di amici affezionati. La sera del 5 febbraio, proprio dal circolino Innocenti era uscito per tornare a casa.  Erano le 19,30. Aveva già messo piede sulle strisce per raggiungere l'altro lato e imboccare la strada di fronte dov'era parcheggiata l'auto, quando dal rondò sulla sinistra arrivò una Fiat Panda guidata da un carabiniere, Christian Palombi. Accanto a lui un amico, altro carabiniere. L'impatto fu violento davanti agli occhi degli amici seduti ai tavoli del circolino. L'uomo fu caricato dalla vettura. Sbatté sul cofano dell'auto, poi sul vetro, cadde sull'asfalto in avanti, a qualche metro dall'impatto, dopo aver battuto la testa. Le condizioni apparvero subito gravi. Automobilisti e passanti chiamarono i soccorsi. In via de' Barberi si precipitò l'ambulanza del 118 con un medico a bordo. Innocenti fu aiutato, stabilizzato e trasportato al Misericordia, ma le condizioni apparvero subito critiche. Non era cosciente. Fu sottoposto a Tac per valutare se l'impatto avesse prodotto o meno danni alla testa.  Gli esami evidenziarono la frattura del coccige ma soprattutto un forte trauma cranico con gravi lesioni encefaliche. Restò subito in stretta osservazione per 24 ore, ma da lì in poi iniziò l'interminabile calvario delle "cure" che alla fine si sono rivelate inutili.  Prima il ricovero al policlinico Le Scotte di Siena nel reparto di neurochirurgia. Poi, dal 30 marzo, altro ricovero a Volterra al centro clinico di riabilitazione neurologica, cardiologica, respiratoria e per gravi cerebrolesioni "Auxilium vitae", da cui è stato dimesso la mattina di venerdì dopo sei mesi. In ospedale lo hanno visitato tutti: le sorelle, i tanti e affezionati amici del circolino, lo stesso carabiniere che più volte è andato a trovarlo; ma le cure hanno mai lasciato spazio al recupero.  Nelle ultime settimane era ulteriormente peggiorato, non teneva più gli occhi aperti. Venerdì stesso Innocenti è tornato nella "sua" Grosseto dov'è stato ricoverato al Misericordia, ma ha finito di soffrire dopo qualche ora. Adesso nei confronti del conducente dell'auto sarà aperto un procedimento per omicidio colposo.

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