Il dolore
Maiani: «Pronto ad andare dai carabinieri»
Alfredo Faetti
I cartelloni di protesta del benefattore non sono stati riappesi
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GAVORRANO. I cartelloni di protesta attaccati dal benefattore deluso, Mario Maiani, alla rete del cantiere della casa di riposo di Caldana ancora non sono stati riappesi. E il benefattore comincia decisamente a stufarsi di tutta questa vicenda: «Se non vengono riappesi - dice - vado dai carabinieri». Mario Maiani ha donato i soldi per la realizzazione della casa di riposo e anche il terreno, senza veder maturare il frutto della sua generosità (ossia una casa di riposo per non autosufficenti), e adesso è stata anche oscurata la sua denuncia. I cartelloni plastificati con su scritto "Vergogna", per gli enormi ritardi nell'apertura della struttura a lui dedicata, ieri non erano ancora tornati nel posto in cui lo stesso Maiani, giovedì pomeriggio, li aveva attaccati. Oltre a voler rivedere la sua protesta sulla rete del cantiere, il generoso veterinario vuole anche delle spiegazioni. «Voglio sapere - spiega - chi li ha tolti e per quale motivo». Anche perché questi cartelloni sono spariti subito. Fatti stampare a Grosseto giovedì mattina, nel pomeriggio Maiani li aveva già appesi, uno alla steccionata che circonda la Casa e l'altro sulla rete di protezione. Ma venerdì mattina il muratore a lavoro al cantiere li ha tolti e li ha messi in una delle stanze interne della struttura. L'uomo ha agito su ordine del suo direttore dei lavori ed è con quest'ultimo che Mario Maiani se la prende. «Lunedì (domani - ndc) andrò al cantiere per parlare con gli uomini della ditta e per farmi dare delle spiegazioni - dice -; se per qualche ragione si ostineranno a non riattaccare i cartelloni, andrò dai carabinieri per sporgere denuncia». È arrabbiato l'ex veterinario 85enne ora in pensione. Considera questa vicenda dei cartelli un'ulteriore presa in giro, da aggiungere ai ritardi nell'apertura della sua casa di riposo. Vuole delle spiegazioni, perché proprio non capisce le motivazioni di chi li ha tolti. «Fosse stato il Comune lo avrei anche capito. Potevano avere dei risentimenti». Dice Maiani. Ma il Comune, ha confermato la Municipale di Gavorrano ieri, non è stato. Quindi l'unico a cui rivolgersi rimane il direttore dei lavori. «Voglio sapere - insiste - a quale titolo li ha fatti togliere›.
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