Sicurezza
Naturopata a giudizio: reato prescritto
Era finita sotto processo per abuso della professione medica Il difensore: «La dottoressa non è comunque una ciarlatana»
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GROSSETO. Dottoressa naturopata, con titolo di studio conseguito in Spagna. Era finita sotto processo per abuso della professione medica, per fatti precedenti il 2002. Ma il dibattimento non ha consentito di accertare se Filomena Crusco, 54 anni, abitante a Grosseto e con un'attività ancora aperta in città (esiste anche un sito internet), sia o meno responsabile del reato che le è stato attribuito: il giudice Compagnucci, su richiesta del pm onorario Tozzi, ha dichiarato in non doversi procedere per intervenuta prescrizione. Una decisione sul merito che invece era auspicata non solo dall'imputata (che dal 2002 a oggi non ha comunque avuto altri guai) ma anche dal suo legale, l'avvocato Roberto Vannetti: «In altri Paesi dell'Unione europea questa professione è regolamentata e in Spagna, dove la signora Crusco si è diplomata, il titolo è riconosciuto: perché lì sì e in Italia no? È un caso simile all'agopuntura, un tempo vista come un abuso e poi diventata una pratica medica regolarissima». Questioni che, al vertice, coinvolgono medicina e politica. La dottoressa Crusco era finita nei guai dopo una denuncia presentata nel 2002. I carabinieri avevano svolto indagini ascoltato a sommarie informazioni lei stessa ma anche centinaia di clienti-pazienti di cui avevano acquisito le cartelline. Nel 2005 la citazione a giudizio perché la donna sarebbe stata sprovvista dell'abilitazione dello Stato e avrebbe esercitato la professione raccogliendo dai clienti anamnesi, consigliando analisi cliniche, prescrivendo le cure, somministrando rimedi diversi da quelli tradizionali. I carabinieri avevano raccolto una corposa documentazione. Su alcune cartelline l'indicazione "Follonica", su altre "Salaiola". In aula, dove il processo iniziato con il giudice Addimandi, si è articolato in diverse udienze, sono stati ascoltati centinaia di testimoni. Quelli dell'accusa, cioè i clienti-pazienti, e anche quelli della difesa. «La dottoressa Crusco non ha mai detto di essere un medico - precisa il legale - E non è un apprendista stregone e nemmeno una ciarlatana». P.S.
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