Il dolore
«Castel del Piano nel degrado»
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MURO DEL TENNIS. Spicca un grande albero di fico La Civica chiede ragione al sindaco delle tante cose che non vanno
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CASTEL DEL PIANO. Abbandono, erbacce, segnaletica stradale deteriorata, marciapiedi impercorribili. Addirittura un albero di fico nel muro di sostegno del tennis. A Castel del Piano gli esponenti della civica "Per un Comune di tutti", compilano una lunga lista di defaillances nella manutenzione ordinaria del capoluogo e delle frazioni e la presentano al sindaco Claudio Franci. «È trascorsa la seconda estate dell'amministrazione Franci - attacca l'opposizione -, e percorrendo le strade, l'impressione è quella di abbandono, di degrado, di "affidamento alla gestione della natura": le erbacce crescono in primavera, si seccano in estate, vegetano ancora in settembre. Nel muro di sostegno del tennis vegeta con varie altre essenze, anche una ficaia che sta raggiungendo dimensioni notevoli. Molte strade del capoluogo e delle borgate sono invase da erbacce, i parchi nonsono curati adeguatamente: non solo il famoso Piazzone (in attesa della ristrutturazione) ma anche il laghetto dei cigni, gli spazi pubblici all'incrocio di via Gramsci-Rosselli-Matteotti, la zona della "167" e quella artigianale. E non parliamo poi delle borgate, in condizioni pietose, come Collevergari». La richiesta è una manutenzione costante: sfalcio, aiuole e vasi di fiori. «Tutte operazioni normalissime - dice l'opposizione - in qualsiasi altro paese che accampa un ruolo turistico. Al secondo anno di mandato, invece, la segnaletica orizzontale è pressoché scomparsa, così come non è stato possibile sostituire o installare i cestini per la raccolta dei rifiuti nei parchi e lungo le strade. E non c'è stato neppure il tempo per pavimentare almeno alcuni pericolosissimi e utilizzatissimi marciapiedi, in particolare lungo via Roma (fino all'altezza del campeggio). In passato, a fronte di altre osservazioni e proposte da noi avanzate - concludono quelli della lista civica - il sindaco ci ha accusato di "non essere informati, di non conoscere i fatti": nel caso in questione serve soltanto la vista, nemmeno troppo acuta, ma soprattutto occorre un' adeguata sensibilità e capacità operativa della pubblica amministrazione». F. B.
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