Attenzione
«Sull'Amiata le scorie radioattive»
Francesca Ferri
La Maremma nella mappa italiana dei depositi individuati dal governo
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Non solo una centrale nucleare a Scarlino. Nel futuro "atomico" della provincia di Grosseto c'è anche un deposito di scorie radioattive sull'Amiata. Lo rivela il "Corriere della Sera" che, insieme al "Sole 24 Ore", ha anticipato ieri il contenuto dello studio condotto dalla Sogin, la società controllata dal Tesoro per la gestione degli impianti nucleari. Lo studio, durato un anno e concluso mercoledì scorso quando è stato trasmesso ufficialmente al Governo, ha individuato 52 aree in tutta Italia adatte ad ospitare le scorie radioattive che si formano nella produzione dell'energia atomica. E la Maremma fa parte della lista. Il "Corriere della Sera" non specifica il punto esatto del territorio maremmano ritenuto adatto a ospitare il deposito di scorie, ma spiega che coprirà 300 ettari e avrà anche un parco tecnologico dove, a pieno regime, lavoreranno fino a mille ricercatori. Scontato, tuttavia, volgere lo sguardo sull'Amiata dove, già da anni, gli esperti hanno concentrato le loro attenzioni. Nei primi anni 2000 fu l'Enea (Ente nazionale per l'energia atomica) a ventilare l'ipotesi di creare un cimitero per scorie radioattive in un'area tra i territori comunali di Castell'Azzara, Manciano, Pitigliano e Sorano. «E la mappa della Sogin - spiega oggi il senatore Pd Roberto Della Seta, capogruppo della Commissione Ambiente - è stata redatta sulla base della vecchia mappa del Cnr. Dunque è più che verosimile che il territorio maremmano interessato sia quello amiatino». Nel maggio del 2009 il senatore Della Seta presentò una interrogazione al premier per sapere, tra l'altro, se il Governo avesse intenzione di costruire una centrale nucleare a Montalto e se la Toscana meridionale fosse una delle aree destinate ad ospitare i siti di stoccaggio delle scorie nucleari. «A quell'interrogazione - spiega Della Seta - il Governo rispose che i siti non erano quelli definitivi e che sarebbero state le singole aziende a dire dove avrebbero costruito le centrali nucleari». E per tutta risposta rese la lista segreta. Anche la mappa della Sogin, redatta sulla base della vecchia mappa del Cnr, è top secret nonostante non sia un programma definitivo di costruzione - che, anzi, a maggior ragione dovrebbe essere di pubblico dominio - ma solo un documento tecnico di valutazione di alcuni parametri come rischio sismico, morfologia del terreno, risorse idriche. «Eppure - spiega il senatore - è stato reso segreto contro ogni regola minima di trasparenza e democrazia a conferma che il Governo Berlusconi e la sua maggioranza hanno in mente una via militare per il ritorno all'energia atomica, in cui ai cittadini vengono imposte scelte decise da pochissimi senza nessun controllo democratico». Già ieri i senatori Della Seta e Francesco Ferrante hanno depositato un'interrogazione per chiedere che la lista Sogin sia resa pubblica. Nell'attesa, se fossero confermate le località "papabili" indicate dalla Sogin, la Maremma si ritroverebbe ad essere una delle aree italiane a più alta concentrazione di siti nucleari. Oltre al deposito di scorie sull'Amiata, infatti, si parla di un impianto nucleare nella piana di Scarlino e infatti quell'area è segnalata dalla cartina pubblicata sul "Sole 24 Ore". C'è poi la centrale nucleare di Montalto di Castro, fuori dalla provincia sì, ma a pochi chilometri di distanza. La lista dalla Sogin non sarà nota finché non sarà creata l'Agenzia per la sicurezza del nucleare, attesa prima dell'estate ma non ancora pronta. Per enti e popolazione locale, inferociti all'idea di avere sotto casa un cimitero per scorie, l'unica ancora di salvezza è sapere che i depositi non saranno imposti, ma creati solo se in accordo con le Regioni. Le comunità che accetteranno di ospitare gli stoccaggi riceveranno inoltre forti incentivi economici per compensare la presenza nel loro territorio di siti contenenti pericolosissimo materiale radioattivo.
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