Il Tirreno

Grosseto

Via alla cig, ma mancano i soldi

Francesca Gori
<b>MABRO. </b>Le operaie preoccupate in assemblea
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MABRO. Le operaie preoccupate in assemblea

Avanti con la cassa integrazione, martedì di nuovo in Regione

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 GROSSETO. Il verbale della cassa integrazione alla Mabro è stato firmato. Da lunedì, operai e impiegati lavoreranno a rotazione, a seconda dell'esigenze della produzione dell'azienda. Un passo avanti nella trattativa Mabro, che però non cancella le preoccupazioni.  Perché i soldi per l'anticipo della cassa integrazione non ci sono.  I sindacati confederali, ieri mattina, erano seduti allo stesso tavolo del cda dell'azienda. Con loro anche Paolo Rafanelli, presidente di Fiditoscana. Un passo avanti, quindi, dopo l'annuncio choc di lunedì mattina, quando all'rsu è stato comunicato il taglio di 100 posti di lavoro.  «Ora si riparte da dove eravamo rimasti - dice Fabio Della Spora, segretario della Felcam Cisl - con una cassa integrazione a rotazione che coinvolgerà tutti i lavoratori dell'azienda». I lavoratori, quindi, dovranno stringere i denti fino a fine febbraio. Intanto martedì si torna in riunione. A Firenze, dove al tavolo regionale ci saranno, oltre ai rappresentanti dei lavoratori, anche Fidi Toscana e l'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini. «In quell'occasione ci sarà presentato il piano industriale - aggiunge Della Spora - e con quello davanti, avremo tutti le idee più chiare su come gestire questa situazione, che resta molto delicata». Delicata e preoccupante. Perché qualcuno dovrà trovare i soldi per l'anticipo della cassa integrazione. Soldi che potrebbero essere garantiti da Fidi Toscana.  Da lunedì, comunque, i dipendenti della Royal Tuscany Fashion Group, saranno in cassa integrazione. Ed ogni settimana le rsu incontreranno la direzione per valutare, di volta in volta, chi resterà al lavoro e chi invece passerà meno ore nella grande fabbrica alle porte della città.  «Una volta visto il piano industriale - aggiunge Furio Santini della Filtea Cgil - potremo valutare anche le proposte della direzione sull'utilizzazione della mobilità». Che non riguarderà cento dipendenti, come annunciato lunedì all'ora di pranzo alle rsu, ma che toccherà, probabilmente, una trentina di lavoratori. «È chiaro che stiamo parlando di mobilità volontaria - dice Santini - così come era già stata discussa qualche tempo fa. Saranno i lavoratori quindi a decidere se agganciare alla pensione qualche periodo di mobilità». Uno spiraglio si è aperto. Le vestaglie azzurre saranno messe in cassa integrazione, ma resteranno al loro posto. Con qualche speranza in più rispetto a due giorni fa. Anche se la preoccupazione non sarà diversa.

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