Il Tirreno

Grosseto

Ora il commercio è in ginocchio

<b>COMMERCIO.</b> Nel secondo trimestre i dati sono negativi
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COMMERCIO. Nel secondo trimestre i dati sono negativi

I dati della Cciaa: meno 5% nel secondo trimestre, si salva l'alimentare

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 GROSSETO. Il commercio in Maremma va male, la crisi sembra proprio non voler passare. I dati arrivano dall'indagine congiunturale sul 2º trimestre 2010 dell'Osservatorio regionale sul commercio e dagli approfondimenti ed elaborazioni condotte a livello provinciale dall'ufficio studi della Camera di Commercio di Grosseto.  «Come prevedibile - commenta il presidente della Cciaa Gianni Lamioni - ad ulteriore conferma della "aciclicità" del sistema economico maremmano, il settore del commercio al dettaglio della provincia manifesta anche nel secondo trimestre 2010 una particolare criticità. Se tuttavia volgiamo lo sguardo oltre il contingente rileviamo che le previsioni disegnano il futuro di tinte rosee sia per il trimestre luglio-settembre che per i prossimi dodici mesi. Ciò conferma che tra gli imprenditori torna la fiducia per una ripresa che manifesterà effetti positivi anche per il settore distributivo». L'indagine ha visto interviste, fatte a luglio, ad un campione di circa 1.150 aziende con dipendenti.  Giù il giro d'affari. Da aprile a giugno 2010, il giro d'affari delle imprese commerciali maremmane, ha subito una flessione del 4,9%; rispetto ai risultati dello stesso trimestre dell'anno precedente. Il calo complessivo delle vendite risulta del tutto simile a quello del trimestre gennaio-marzo mentre si verificano alcune parziali variazioni per le tre diverse tipologie di vendita (piccola, media e grande) e, come sempre, ad accusare il peggioramento della situazione sono soprattutto le imprese operanti nella piccola distribuzione che fanno rilevare un nuovo minimo storico (-6,2%).  A livello regionale la contrazione delle vendite (-2,9%) è stata più leggera che nella Maremma. A livello territoriale, tra le 10 province della Toscana, la performance di Grosseto fa rilevare il peggior risultato, seguito da quello della provincia costiera di Livorno (e quindi anche l'isola d'Elba) (-4,2%) dove si registra, non solo per effetto della stagionalità, una situazione senza dubbio delicata. Seguono nell'ordine Pisa (-4,1%), Lucca (-3,9%), Pistoia (-3,7%); chiude la classifica Firenze con (-1,8%) che insieme a Siena (-1,9%) beneficia verosimilmente, nel contenimento delle perdite, del positivo flusso turistico primaverile verso le città d'arte.  L'alimentare respira. Dall'analisi dei dati sulle vendite al dettaglio per distinta tipologia di attività si registra un significativo recupero degli esercizi alimentari (-1,5% a fronte del -4,0% del trimestre precedente); tale recupero assegna al dato maremmano un valore migliore di quello regionale che risulta, addirittura, in ulteriore calo (-2,2% contro -1,8% del trimestre precedente); al contempo il no food continua nel manifestare una flessione marcata (-6,2%) mentre si osserva una netta ripresa anche per gli ipermercati, supermercati e grandi magazzini, sia a livello provinciale (-0,2% a fronte di -2,4% del trimestre precedente) che regionale (-0,2% contro -1,3%).  Abbigliamento a picco. Per quanto concerne gli esercizi specializzati il calo, più elevato viene rilevato per il settore abbigliamento ed accessori (-7,6% per Grosseto a fronte di -3,5% per la Toscana) anche se la performance degli esercizi di vendita prodotti per la casa ed elettrodomestici (-6,0%) risulta anch'essa non rassicurante.  Le prospettive. Nello spostare l'attenzione dal recente passato al prossimo futuro lo scenario cambia e da un quadro congiunturale dai contorni scuri si passa ad importante e significativo orientamento positivo: le aspettative degli imprenditori sull'andamento delle vendite nel III trimestre 2010, indicano un sostanziale recupero di ottimismo; infatti il saldo complessivo fra attese di incremento e decremento delle vendite è pari a +6 in linea con il valore regionale (+7). Se si sposta poi l'attenzione anche ad un arco temporale più lungo del trimestre il livello di fiducia nel futuro si consolida in positivo. A comprova di ciò passando all'esame dei dati relativi alla domanda sull'orientamento delle imprese circa l'evoluzione dell'attività nei prossimi dodici mesi si rileva che il 16% degli imprenditori grossetani prevede uno sviluppo dell'attività, il 76% prevede la stabilità mentre il 6% prevede la diminuzione ed il 3% ritiene probabile il ritiro dal mercato.    Insieme a Confartigianato Ecco la scuola per estetiste  Apre la prima scuola specializzata nel settore di estetica. Domani alle 18 inaugurazione per l'Accademia Nouvelle Estetique che dal mese di ottobre inizierà corsi di formazione aperti sia ai privati che a tutti coloro che vorranno imparare l'arte del benessere. «L'estetica fa parte di un mercato che richiede sempre più figure competenti e professionali - dice la direttrice, Liliana Tuccio - per questo i nostri docenti altamente qualificati avranno l'obiettivo di creare dei veri consulenti del benessere». E allora via a corsi di trucco Pascal, corsi di ricostruzione delle unghie in gel e corsi di massaggio promossi dalla Cidesco Italia, ma anche corsi di informatica, marketing, inglese, sicurezza sul lavoro e molto altro ancora. E per chi deciderà di seguire i tre anni di corso professionale ci sarà anche la possibilità di diventare imprenditrice. Il progetto dell'Accademia si è sposato con Confartigianato che ha appoggiato l'idea della direttrice Tuccio: «con Liliana e la nostra associazione - dice il direttore, Mauro Ciani - è nato nel tempo questo sodalizio legato alla formazione dell'estetista. Abbiamo aderito con entusiasmo». (r.b.p.)

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