Il Tirreno

Grosseto

IL CASO RODRIGUEZ

La mia festa di cattivo gusto? Caro Bizzarri, io celebro solo la sconfitta della vostra arroganza

Marco Rodriguez   Ingegnere

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Le dichiarazioni del signor Bizzarri hanno dell'incredibile. Quante risate si stanno facendo i politici locali, Dio solo lo sa. Innanzitutto mi preme sottolineare la fragilità sia politica che personale del signor Bizzarri, che dicono sia il "sindaco" del Comune di Scarlino, il quale manifesta con le sue frasi "sanguigne" le sue palesi origini; questo per rispondere del mio "buon gusto", che per chi mi conosce sa che non ho certo da imparare niente da un "ragazzotto" come il Bizzarri.  Quando lui era un bimbo (e non è cambiato molto!), e già frequentavo negli anni Ottanta i cittadini scarlinesi, volli dimostrare quanto fossi, e sono tuttora, affezionato alla comunità scarlinese regalando una Bibbia illustrata dal Dorè alla biblioteca comunale, bibbia appartenuta al mio bisnonno alla quale ero particolarmente attaccato e volevo che rimanesse nel patrimonio di Scarlino; gli scarlinesi mi conoscono, tante sono state le telefonate ricevute di solidarietà e tanti sono stati gli scarlinesi ospiti alla mia cena per festeggiare l'incasso di un compenso dovutomi che dopo "solo" trent'anni mi sono visto pagato.  Non mi meraviglio che agli amministratori del Comune di Scarlino, che si sono avvicendati dagli anni Ottanta ad oggi, si sentano sconfitti dalla giustizia che si è contrapposta alla loro arroganza di "partito". Sì, di partito, perché questa vicenda trova proprio origine in una scelta politica, allorquando il Comune di Scarlino fu inserito nel piano regionale dei porti (grazie al mio progetto), ma io non essendo "di origine controllata" (non sono un comunista per capirsi), non sono più stato "degno" di avere l'incarico della progettazione esecutiva del porto turistico (questi erano gli accordi scritti). Così l'arroganza degli amministratori scarlinesi (di sinistra) decise di dare ad altri l'incarico della progettazione esecutiva, e addirittura che non dovevo essere neppure pagato per il lavoro già svolto. Questa sì che è la vera "caduta di buon gusto", caro il mio Bizzarri.  Mi si vuol far credere, o meglio si vuol far credere alla comunità, che le mie spettanze erano destinate ad altri scopi (sociali e di solidarietà popolare) e che non c'erano altri mezzi per risolvere il problema. Ma queste storielle è bene che le vadano a raccontare a chi crede che gli asini "volicchiano". La verità è che non si doveva fare una variazione di bilancio, andando a intaccare le previsioni già fatte ("servizi, lavori pubblici, manutenzioni del patrimonio, emolumenti per gli edifici di culto"), ma altresì alienando (vendendo) qualche bene comunale lasciato al degrado, oppure cosa ancor più saggia, con la contrazione di un mutuo ad hoc per la sua tipologia di pagamento; ma tale procedura prevede, quale passaggio obbligato, anche la comunicazione di ciò alla Corte dei Conti, la quale, ovviamente, dall'esame della vicenda avrebbe accertato se potesse ravvisarsi, in capo agli amministratori avvicendatisi negli anni, l'ipotesi del danno erariale (300mila euro di interessi).  Sì miei cari cittadini scarlinesi, questi signori hanno sperperato il vostro denaro e non hanno pagato di tasca loro, e vogliono far credere, alla fine, che è colpa mia. Siamo al paradosso.  Ecco il motivo della variazione di bilancio, ecco il vero motivo per il quale la signora Alduvinca Meozzi (ex sindaco) ha dato il voto favorevole nel consiglio comunale per la variazione di bilancio, invece di astenersi e lasciare liberi i suoi consiglieri di votare secondo coscienza, lei è stata direttamente interessata nella vicenda, prima come consigliera poi come sindaco. E dopo tutto, mi si parla di "buon gusto"...  Mi sembra paradossale che non si possa gioire neppure con i propri amici, non si possa festeggiare con gli amici scarlinesi e follonichesi. A tal proposito, mio caro Bizzarri, il signor Simone Turini è un mio caro amico di vecchia data e ciò che non guasta è che abbiamo anche gli stessi interessi politici.  La mia festa non ha voluto essere in alcun modo una fantomatica allegoria verso i cittadini scarlinesi, bensì una rivincita sugli amministratori scarlinesi che dell'arroganza hanno fatto il loro simbolo di potere.

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di Redazione web