Il dolore
«Caos raccomandate, ora basta»
Enrico Pizzi
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IN CODA. Per le raccomandate fuori dal piccolo ufficio alla stazione Il sindaco scrive al direttore provinciale: «Troppe proteste»
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GROSSETO. Lamentele per le raccomandate non consegnate anche in presenza dei destinatari, code di attesa per il ritiro negli uffici postali, in particolare quello piccolino alla stazione: il sindaco di Grosseto ha deciso di intervenire con una lettera inviata nei giorni scorsi al direttore provinciale di Poste spa, Fabio Gallinella. Tra luglio e agosto Poste spa era stato oggetto di numerose proteste da parte degli utenti, sopratutto dopo lo spostamento dell'ufficio per il deposito e il ritiro delle raccomandate in piazza Marconi, in un angusto locale accanto alla stazione ferroviaria: lunghe ore di attesa, in fila, per lo più in piedi e all'aperto, spesso con la necessità di ritornare più volte nei giorni successivi perché chi lavora non può restare in fila ad oltranza. E non manca chi si è lamentato di aver trovato in cassetta, uscendo di casa, l'avviso di giacenza, senza che il postino avesse suonato per consegnare la raccomandata. Già a metà luglio erano arrivate non solo le proteste, ma anche una interrogazione che i consiglieri comunali Amedeo Gabbrielli (Gruppo misto) e Giancarlo Tei (Psi) avevano inviato al sindaco, chiedendo una risposta scritta. Il sindaco, dunque, ha scritto a Gallinella sottolineando che «molti cittadini continuano a far pervenire, a questa amministrazione, lamentele relative al servizio di ritiro delle raccomandate che li vede costretti a lunghe attese sia nei locali di Piazza Rosselli che in quelli di Piazza Marconi, con notevoli disagi soprattutto per le persone anziane». Bonifazi ricorda anche che nell'interrogazione di Tei e Gabbrielli si segnalavano «casi in cui sono stati consegnati, pur in presenza del destinatario, soltanto gli avvisi di giacenza e non, direttamente, le raccomandate». Il primo cittadino non mette in discussione, almeno formalmente, la correttezza del lavoro dei postini - «sono certo - scrive a Gallinella - che il vostro personale in servizio svolga diligentemente e coscienziosamente il proprio lavoro» - ma comunque chiede al direttore di Poste spa di «verificare quanto segnalato» e, visto che Tei e Gabbrielli segnalavano anche il numero esiguo di sportelli aperti, Emilio Bonifazi invita Gallinella a verificare «se una diversa organizzazione del lavoro possa portare a un miglioramento dei servizi».
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