Il Tirreno

Grosseto

La trattativa riparte, da 30 esuberi

Enrico Pizzi
<b>INCONTRO.</b> Ricciardi (Fiditoscana) con una sindacalista
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INCONTRO. Ricciardi (Fiditoscana) con una sindacalista

Soddisfatti i sindacati: «Ci sediamo al tavolo, con delle prospettive»

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 GROSSETO. Contrordine, si riparte da trenta. Dopo due giornate d'inferno, in cui le lavoratrici e i lavoratori della ex Mabro avevano appreso dall'azienda che 100 di loro erano esuberi destinati al licenziamento, ieri è arrivata la marcia indietro di Royal Tuscany Fashion Group, la società subentrata alla Mabro.  Si torna, da oggi alle 11, intorno a un tavolo, per parlare di cassa integrazione a 4 ore fino a fine febbraio, di mobilità volontaria per una trentina di dipendenti e, quanto prima, di piano industriale, al quale saranno però legati ulteriori ammortizzatori sociali. Si riparte anche dagli stipendi, che già per settembre non ci sarebbero stati. Ci ha pensato Fidi Toscana a garantirli, anche se potrebbero non arrivare precisi per il 10 ottobre, a causa di tempi tecnici necessari per il finanziamento, ma arriveranno.  Un'ultima riunione molto breve, ieri sera, poco prima delle 19, tra azienda, sindacati, rappresentanza sindacale unitaria e Fidi Toscana e l'allarme rosso è rientrato. Resta l'allarme, però. Lo conferma la nota dell'azienda che parla di tagli necessari, sia interni, sui costi gestionali e sui processi produttivi, sia sulla forza lavoro. Lo conferma anche Nadia Perino, della rsu. «Ci hanno garantito gli stipendi - dice - che era la cosa più importante. Ci rivediamo domani (oggi, ndc) per riprendere la discussione da dove eravamo rimasti la settimana scorsa, ma sarà un percorso lungo, ci vorranno un paio di anni per risanare tutto».  «È rientrato tutto, ci incontreremo per ripartire da dove ci eravamo lasciati - dice Fabio Della Spora (Cisl Femca) - finalmente si torna ad rapporto di normale dialettica tra parti sociali: non sarà momento di gioia, perché l'azienda, vista anche la congiuntura, non naviga in ottime acque, ma Fidi Toscana e l'amministratore delegato hanno detto che può ripartire». Della Spora sottolinea che ci sarà bisogno di riorganizzazione, «hanno già cominciato loro con tagli interni e abbiamo la garanzia, da Fidi Toscana, che è tutto vero. Poi, è chiaro, dovremo parlare di esuberi, ma la cosa importante è che si riparte da zero». La preoccupazione, però, resta, anche perché «tutto quello che si perde oggi come posti di lavoro prima di riacquistarlo passeranno molti anni».  Anche Roberto Franceschetti (Uilta) sottolinea che «la cosa importante è che hanno azzerato tutto per quanto riguarda i cento esuberi, e gli stipendi sono stati garantiti».  «Sicuramente - dice Furio Santini (Cgil Filctem) - c'è stata una marcia indietro su una situazione che si era presentata male. L'approccio adesso è diverso: si riparte con incontro dedicato a cassa integrazione poi, quando sarà presentato il piano industriale lo valuteremo. Non serviva a nessuno questo tipo di situazione già dichiarata. Quella dell'azienda è stata un'uscita poco felice perché dietro i numeri ci sono sempre delle persone che hanno una famiglia e il loro lavoro come fonte di sostentamento principale. Potremo anche arrivare a una revisione dell'organico, ma non così netto».

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