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Grosseto

Parla il nuovo direttore generale Aldo Invitti: già fatti tagli per 1,2 milioni di euro, ma non bastano

Il rilancio passa per il "su misura"

Guido Fiorini
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«Il nostro prodotto è appetibile, due anni per ricominciare a crescere»

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 GROSSETO. «Sia chiaro, questa azienda deve tornare a guadagnare. Solo così possiamo chiedere aiuti alla Regione e, soprattutto, tornare a crescere e ad investire»: Aldo Invitti, nuovo amministratore delegato di Royal Tuscany Fashion Group, parla chiaro. Serve una "base sicura" su cui costruire il futuro.  E non bastano i tagli, già importanti in questi primi due mesi di nuova gestione, serve la crescita del fatturato. «Sono arrivato portando soldi freschi in azienda - spiega - e in due mesi ho fatto tagli per 1,2 milioni di euro su base annua, ma il costo del lavoro è insostenibile per il fatturato che abbiamo». La Rtfg nel 2009 ha fatturato circa 10,2 milioni, più o meno saranno gli stessi quest'anno, soldo più, soldo meno. Il personale costa circa 7,8 milioni, quasi l'80%.  E Aldo Invitti appena arrivato ha dimezzato lo stipendio dei manager e ha "sforbiciato" in varie direzioni: «Ho fatto tutto il possibile, chiedendo sacrifici ai dirigenti e dando in gestione il "retail" (la distribuzione dei prodotti, ndr) nei nostri negozi monomarca. Ho trovato una persona che si è preso in carico i punti vendita di Siena, Terni, Roma e La Spezia, mantenendo il monomarca. Così risparmiamo su affitti e personale. Ma non basta, senza un aumento del fatturato o un calo del costo del lavoro non ce la facciamo».  Ora il rilancio passa per il "su misura". Un prodotto che Royal Tuscany fa benissimo, da sempre. «Ho creato una squadra che gestirà solo questo aspetto, sarà l'arma principale del nostro rilancio. Stiamo aumentando i già buoni rapporti con Louis Vuitton e stiamo per chiudere di nuovo la commessa con Ballantyne. Inoltre presto andremo a parlare con la Rinascente e con Gucci. Non ci manca il prodotto "appetibile" sul mercato, ci manca di far di nuovo crescere il fatturato. E del resto siamo anche in un periodo particolarmente difficile per l'economia».  Al momento, però, i conti non tornano. «No, non tornano. E non posso coprire tutto io. I problemi che ci sono devo per forza condividerli con la mia gente, attraverso gli ammortizzatori sociali. Anche la Regione ha parlato chiaro, con l'assessore Simoncini: "non aiutiamo - ci ha detto - le diseconomie". Se vogliamo chiedere, dobbiamo fare vedere che certi parametri ci sono».  I tempi quali saranno? «Contiamo di tornare a crescere nel giro di un paio d'anni, soprattutto se riusciremo a ridurre il costo del personale in modo significativo. Altrimenti ci vorrà di più. E sarà più difficile».

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