Il Tirreno

Grosseto

«Ufficio stampa, preoccupanti silenzi»

<b>CAPOGRUPPO.</b> Simone Turini
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CAPOGRUPPO. Simone Turini

Il Pdl replica alla lettera di diffida e chiama in causa la maggioranza Il sindaco: «È una questione privata su cui non voglio entrare»

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 FOLLONICA. È bufera sull'ufficio stampa del Comune di Follonica: il sindaco parla di «questioni private», l'opposizione si appella al rispetto delle regole. Tutto parte da una lettera di diffida arrivata ai consiglieri del Pdl dal legale di Noemi Mainetto, nuovo funzionario dell'ufficio stampa del Comune di Follonica, che si è sentita attaccata personalmente da alcune dichiarazioni rilasciate dalla minoranza nei mesi scorsi. Il Pdl ha chiesto di destinare il nuovo addetto stampa ad altre mansioni, in una lettera di risposta alla diffida recapitata venerdì al presidente del consiglio comunale, Andrea Benini, e per conoscenza al sindaco, Eleonora Baldi. L'opposizione continua a sostenere che ad essere preso di mira nei mesi passati era l'iter con il quale la Mainetto è stata inglobata nello staff comunale, mentre per il funzionario si è andati ad attaccare la sua professionalità. E se mentre il Pdl inserisce la questione in un piano istituzionale, giudicando la diffida lesiva dei suoi diritti, dall'altra il sindaco parla di questioni personali. «Vorremmo dal sindaco, dalla maggioranza e dal Pd un riconoscimento forte dei diritti della minoranza contro un atto lesivo della nostra autonomia - dichiara il capogruppo Pdl, Simone Turini - La democrazia, è una cosa seria, sono estremamente preoccupato per come le funzioni e le prerogative della minoranza vengano condizionate da atti tesi a spostare sul piano dello scontro legale il doveroso controllo degli atti e delle procedure. Chiedo al sindaco, al capogruppo consiliare del Pd, alla segreteria comunale dello stesso partito se giudicano normale che i consiglieri di opposizione vengano diffidati dall'esercitare la loro funzione di controllo democratico. Ci preoccupa il silenzio di questi giorni. Ci preoccupa che un pubblico dipendente, che non lavora per questa o quella maggioranza, ma per una istituzione pubblica diffidi una sua parte ad esercitare il proprio ruolo. Ci preoccupa ancor di più che nessuno, dalla maggioranza, dica che così non si fa, riaffermando il valore delle regole del gioco che stanno alla base della democrazia». In risposta il sindaco Baldi dichiara di non avere dichiarazioni da rilasciare: «È una faccenda privata sulla quale non voglio entrare».

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