Il Tirreno

Grosseto

Muore dopo cinque giorni d'agonia

Francesca Gori
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L’INCIDENTE. Il novantatreenne è stato investito sulle strisce

L'anziano investito sulle strisce non ce l'ha fatta, dimessa la badante

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 GROSSETO. Italo Bisti non ce l'ha fatta. Il novantatreenne investito venerdì sulle strisce pedonali in via Giulio Cesare, è morto ieri alle 13.20 nel reparto di Rianimazione del Misericordia. L'anziano stava andando alla farmacia insieme alla sua badante, quando sono stati presi in pieno da un'auto.  Venerdì mattina, Italo Bisti era a braccetto alla donna che da anni si prendeva cura di lui, in via Giulio Cesare. Davanti casa sua, dove viveva con Lilia Pinchevici, la badante quarantaquattrenne che è rimasta ferita nell'incidente. Stavano attraversando la strada. Bisti appoggiato al bastone da una parte, al braccio della donna dall'altra. È stata Lilia a veder arrivare l'auto, una Volkswagen Lupo, al volante della quale c'era una donna. Ha tentato, con tutte le sue forze, di tirare verso di sé Italo. Ha cercato di farlo camminare più veloce. Ma le gambe dell'anziano, non ce l'hanno fatta. Ed è stato preso in pieno dall'auto, che non ha tentato nemmeno una frenata. Bisti è finito sul cofano dell'auto. Con il suo corpo, ha sfondato il vetro della Lupo, poi ha fatto un volo di oltre trenta metri. La donna che si prendeva cura di lui, è stata scaraventata per terra. L'ambulanza è corsa subito in via Giulio Cesare.  Bisti è stato soccorso, accompagnato all'ospedale. Era vivo, ma con una frattura al femore, un trauma cranico, qualche contusione. Una situazione che, sul momento, ha fatto ben sperare i medici. Nonostante l'età. Ma che, con il passare delle ore, è peggiorata.  Venerdì sera l'uomo è entrato in coma. E ieri, alle 13.20, è morto, nel reparto di Rianimazione.  Italo Bisti abitava proprio a pochi metri di distanza da quelle strisce pedonali. Liliana, la sua badante, venerdì mattina lo aveva fatto uscire da casa. Una passeggiata, almeno fino alla farmacia, per misurare la pressione. Quasi una scusa, per far fare due passi all'anziano. Viveva con lui, in quella casa in via Giulio Cesare. Prima si era presa cura della moglie di Italo, morta qualche tempo fa. Poi dell'uomo, che, a 93 anni, era ancora così lucido da andare in banca e sbrigare tante commissioni da solo. «Quelle cose continuava a volerle fare lui - racconta la nuora - ed era ancora molto attivo, nonostante l'età. Era lucido e presente. Una morte così, non ce la saremmo mai aspettata». La famiglia di Bisti ha trascorso giorni di attesa. Da venerdì sera, quando l'anziano è entrato in coma, il figlio Giuseppe, pensionato che lavorava all'Eurovinil e la figlia Graziella, che ha un'agenzia immobiliare in via Oberdan, non lo hanno lasciato solo nemmeno un attimo.  Italo Bisti, nella sua vita, ha lavorato e si è preso cura della sua famiglia. Di sua moglie, che se n'è andata qualche tempo fa, dei suoi due figli e dei suoi due nipoti. Prima della pensione, era capo cantoniere alla cantina di Braccagni, dove ha lavorato per moltissimi anni. «Era anziano - dice la nuora - ma era così lucido che anche gli acciacchi dell'età passavano in secondo piano. Ora ci mancherà tantissimo a tutti».  La salma di Italo Bisti, ieri è stata portata all'obitorio del Misericordia e ora è a disposizione del magistrato.

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