Il Tirreno

Grosseto

Mobilità per cento alla Mabro

Francesca Gori
<b>MABRO. </b>A sinistra un momento della lavorazione; a destra il nuovo ad Aldo Invitti
◗
MABRO. A sinistra un momento della lavorazione; a destra il nuovo ad Aldo Invitti

Annuncio choc alle rsu, oggi l'assemblea dei lavoratori

2 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Il calendario prevedeva questa mattina l'assemblea dei lavoratori e domani l'incontro con i vertici dell'azienda. Ieri però, alla Mabro, è arrivata la doccia fredda: 100 in mobilità.  I vertici dell'azienda hanno convocato le rsu. Non hanno presentato un piano aziendale, ma una cura dimagrante choc. Cento lavoratori a casa, su 260 che tagliano, cuciono e amministrano. Un taglio che andava fatto, secondo il cda della Mabro. Una mannaia, per i sindacati. A loro, era stato prospettato di utilizzare la cassa integrazione ordinaria fino a febbraio. Quattro ore di lavoro, a rotazione. Una soluzione che ancora doveva essere discussa, poi magari formalizzata. Perché sul tavolo dei sindacati, i verbali della cassa integrazione non sono ancora arrivati. Men che meno la richiesta di mobilità per cento persone. Cento lavoratori che rischiano il posto, in tutti i settori dell'azienda tessile. «Che c'era da pensare ad un piano industriale che prevedesse dei tagli lo sapevamo - dice Furio Santini, segretario provinciale della Filtea Cgil - ma la mobilità per cento dipendenti ha un peso diverso. È una vera e propria mannaia. Noi non siamo stati nemmeno convocati, non ci è stato presentato nessun piano industriale. In sostanza, non sappiamo che cosa vogliono farne di quell'azienda».  Eppure, un percorso era stato avviato. Che prevedeva sì dei tagli, ma più contenuti. Una venticinquina di persone. «L'idea era quella di utilizzare la mobilità per quei dipendenti - dice il sindacalista - che avrebbero raggiunto l'età della pensione. Certo, non una carneficina di questo tipo». Questa mattina i sindacati confederali incontreranno i lavoratori che ieri hanno ricevuto la notizia dall'rsu. «Sono tutti molto preoccupati - dice Santini - e soprattutto, è inaccettabile che pregiudizialmente si parli di numeri senza che di questi numeri se ne discuta nei luoghi competenti». Era stato attivato un tavolo, i sindacati avevano chiesto anche un nuovo incontro con l'assessore regionale Gianfranco Simoncini. «Un percorso che serviva proprio a ragionare su quei tagli - aggiunge Santini - e che invece è stato scavalcato completamente».  Eppure, con il cambio al vertice della Mabro e l'arrivo di Aldo Invitti erano entrati anche nuovi capitali. Che probabilmente non sono stati sufficienti a garantire il mantenimento di tutti i posti di lavoro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web