Il dolore
Elemosina con un animale, niente multa
L'accattonaggio con il cane è vietato da Regione e Comune ma non basta L'assessore Capperucci: manca ancora il regolamento attuativo della legge
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GROSSETO. Due norme esplicite contro l'accattonaggio con i cani, ma nessuna delle due è "utilizzabile" e tutto rimane com'è. È il paradosso delle leggi che vietano di chiedere l'elemosina con a fianco il cane, un problema comune a molte città e sentito anche a Grosseto. Qui da anni l'Ente protezione animali si batte per i cani costretti a passare giorni interi per strada accanto ai padroni senza fissa dimora. Una pratica vietata dalla legge ma ancora difficile da sradicare. «La legge regionale 59 dell'ottobre 2009 - spiega Marlena Giacolini, presidente dell'Enpa - vieta di utilizzare gli animali nell'accattonaggio se hanno una parte attiva, perché è una forma di maltrattamento. A nostro giudizio, anche solo tenerli lì fermi tutto il giorno per intenerire i passanti è dare loro un ruolo attivo e dunque è un maltrattamento. Inoltre alcuni barboni, per avere sempre e solo cuccioli, non si fanno scrupoli a sbarazzarsi dei cani grandi. Questa pratica atroce va fermata». Oltre alla legge regionale, a Grosseto già da dieci anni vige un'ordinanza, la 166 del 20 aprile 2000 dell'allora sindaco Valentini, che appunto vieta «di utilizzare nell'accattonaggio cuccioli lattanti o da svezzare, animali non in buono stato di salute», maltrattati o malnutriti». Due norme, dunque, che per un verso o per l'altro cercano di contenere lo stesso fenomeno. E che, però, non bastano a risolvere il problema, come spiega Daniele Capperucci, assessore alla polizia municipale, ovvero uno dei corpi che potrebbero intervenire in casi di sequestri di animali. «Purtoppo - spiega Capperucci - la legge regionale ha bisogno di un regolamento attuativo per essere operativa e il regolamento ancora non c'è. Quanto all'ordinanza al momento è annullata dalla legge regionale, seppur non ancora attiva». Con gravi conseguenze per i cani a rischio maltrattatamenti. Come spiega il dottor Giorgio Briganti, direttore del servizio veterinario della Asl, «il servizio veterinario può intervenire solo una volta che si è verificato un maltrattamento. L'unico strumento efficace e veloce per prevenire queste situazioni è l'ordinanza, che può essere applicata anche senza il nostro intervento». Non resta che sperare, a questo punto, che a Firenze si accelerino i tempi. F.F.
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